Tu di là io di qua

È notte, tu sei di là io di qua, come ci siamo ridotti così? non abbiamo più niente da dirci. Mi parli sempre delle piccolezze della vita, mi chiedi cosa devi fare, come lo devi fare, perché lo devi fare, mi sono stufata di essere il tuo navigatore, avrei bisogno di una guida. Eppure zoppicando andiamo avanti e cominciamo a guardarci indietro per vedere quello che abbiamo perso. Non cambierei niente, ma vorrei ricominciare tutto, non so come, ne quando ma questa idea si sta facendo sempre più ardente dentro di me. Cerco di reprimere la mia natura ma lei ruggisce e sbatte contra le sbarre della gabbia dove l’ho riposta. Ho bisogno di felicità, di allegria, di follia, di passione che adesso è gelida e scostante come la luna.

Siamo dentro uno spot pubblicitario ma non abbiamo più niente da vendere, cristallizzati dentro una promessa d’amore.

Sarà perché ti voglio ancora troppo bene per abbandonare la nostra storia, quanto può durare?

la nostra vita è intrecciata scioglierla è una questione complicata, dovremmo darci un taglio netto e invece continuiamo, non so per quale motivo è diventato un dispetto che ci facciamo e pure un tempo ci amavamo.

Tu, continui a dirmi che è così, che ci amiamo e siamo felici, che passerà ma qui non passa ed io sto sempre peggio, mi chiedo se non sto perdendo, il bello che potrei trovare in nuove emozioni che noi non ci riusciamo più a dare.

La notte, sento solo il tuo respiro pesante, queste sono le parole che mi riservi, non c’è dolcezza ne attenzione nei tuoi gesti, siamo diventati due coinquilini che ogni tanto si amano.

È assurdo quello che stiamo vivendo,

è tutto quello in cui non speravo.

Il mio karma deve essere veramente incazzato con me e continua a mandarmi prove che io non riesco a superare e lui si ritorce verso di me.

Non so con quali passi siamo arrivati qui, ma adesso che ci siamo arrivati possiamo solo fermarci e lasciarci la mano.

il nostro amore non era fuoco ma una bomba nucleare e adesso che è scoppiata fa troppo male, si lascia dietro conseguenze per le discendenze. Emaniamo radiazioni negative a causa delle nostre continue ripicche e ci diamo i due di picche.

Ci farebbe più male restare nella zona contaminata del nostro cuore, ormai esploso e impregnato di radiazione rancorosa.

Vorrei tornare su Marte con te ma anche l’ultimo lancio è fallito e noi abbiamo raschiato il fondo delle nostre speranze. Oggi è così, domani non lo so se sarò in grado di ricucire le piccolissime e stupide ferite che unendosi sono diventate emorragia che ha dissanguato il mio entusiasmo, per il nostro grande amore.

Vorrei esse ancora più dura con te e con la tua indifferenza verso le mie grida, mi sento come il quadro “skrik” urlo ma nessuno mi sente,

allora scrivo così leggendo capirai,

non capisci ed io non so, non so più che fare.

Se domani te ne andresti starei malissimo, l’ansia di starti lontano mi devasterebbe, mi tormenterei pensando di perderti,

tu non menti, tu m’ami, giuri m’abbandoni dentro questi silenzi di inutili parole.

Quando questa notte Finirà saremo ancora vicini ma irrimediabilmente lontani.

È successo tutto questo?

Siamo diventati tutto quello di cui ridevamo è proprio per questo che non ridiamo più.

la nostra vita travagliata è stata tanto amara con noi due,

dovevamo trasformare l’amarezza in dolcezza, non c’è dessert sulla tavola del nostro amore ma una amara fine. Ho paura di me e di come diventerò nei tuoi confronti, ho paura delle mie insensate scelte, sto cercando di diventare una persona moderata ma tu continui a farmi incazzare non capendo il perché,

mi basta guardarti,

non può continuare

continui a dirmi che sei felice e appagato

Io non ci credo, la vedo nei tuoi occhi e la sento nella voce l’indifferenza che provi.

Sei ad un passo da me e ti sento distante anni luce e tu neanche te ne accorgi, questo è il dramma che tu non ti accorgi di me e di quello che provo. Nessuno sa veramente quello che l’altro prova,

tu sei,

eri,

una parte di me.

Eravamo belli come Venezia al tramonto d’estate, romantici come i caminetti a Natale e ci amavamo in silenzio, adesso il silenzio non ci ama più.

Il Dio che eravamo si è fatto uomo e di questo uomo è rimasto solo un bambino

orfano di madre è con un padre che non sa cosa fare.

Abbiamo inclinato il nostro baricentro, qualcosa si è spento.

sei sempre malato è scontento e non mi racconti di te,

pochi frammenti di parole che ti escono dall’anima le lasci dentro il petto e chiudi tutte le porte.

Tra poco ti sveglierai e di queste parole resterà soltanto un ombra dentro la mia coscienza.

Per cuore e per ripicca non mi lasci andare.

Per ripicca e cuore mi convinco a restare.

Fransisca Garofolo

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