Calpestami

Calpestami pure, il mio stelo è abbastanza resistente per sopportarlo,

Il fiore non è stato mai bocciolo è nato schiuso, sembra fatto di carta ma è d’acciaio.

Calpestami, così puoi costatare la mia resistenza, potrai sentirti migliore, perché io resisto mentre tu muori, anche se non vieni calpestato.

Calpestami allora, fallo in fretta prima che mi possa fidare di te e così tornare ad essere di carta.

Non ho bisogno, anzi, non ho bisogni, ora che i petali  son d’acciaio, se tornano fragili sarò costretta a ricominciar da capo.

Calpestami se mi ami e salvami da te che sei ciò che mi trasforma in fiore reale e non costruito.

Abitudine mi consola è il nuovo che mi spaventa, che rinnego ormai da tempo.

Quindi, cosa aspetti! calpestami con tutto il peso della tua ingrata umanità, della tua sfacciata indifferenza, del tuo odio a metà, dei tuoi, si però. Deludimi.

Altrimenti non avrò scampo e dovrò fidarmi di te e della tua funambola consapevolezza di provare il sentimento bianco del bene.

Calpestami, che è cosa tua, la sai fare bene! Non perdere altro tempo a capire, cosa vuoi capire di me.

“Fiore, calpestato mille volte, grazie ad un’energia magica donatagli dalla luna, divenne più forte di Marte, i suoi petali come per incanto, un bel giorno d’aprile divennero d’argento, impassibili al dolor terreno”

Calpestami, non fare domande, non chiedermi chi sono, non essere indulgente, cosa te ne importa a te, sono una come tante che non ha niente di meno dal comune pensare e fisico aspetto.

Calpestami, mi sento più al sicuro in una guerra conosciuta che in una pace sconosciuta.

Fai quello che devi e lasciami d’acciaio, lo preferisco, non ti sto ingannando

Nel mio habitat mi trovo bene, non c’è rugiada che scende sul mio viso,  i palpiti non vanno più palpitando e nel pensare son sereno, così si è sereni, cosa credete che è gratis, il conto da pagare sono le emozioni, solo così si potrà essere sereni e infelici per sempre.

Non sono felice ma sono in serenità. Con la tua gentilezza vuoi turbare la mia serenità, non farlo.

Calpestami, non credere in me

non fa per te,

è troppo complicato il mio mondo incrociato che non ha senso,

se mi calpesti sarai onesto,

non ti giudico, non punterò il dito, sarai assolto perché non avrai ferito, ucciso, sarai l’ennesima confortante conferma.

Il tuo obbiettivo è più forte del mio dissenso.

Un petalo alla volta,

diventa di carta

e

confido in te.

Fransisca Garofolo

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4 risposte a "Calpestami"

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  1. Un ottimo monologo lirico semmai da recitare su un palco. E un fascio di luce a squarciare il buio del teatro e degli spettatori.

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