La rabbia

La pace, cos’è la pace?

l’essere umano non conosce pace. è sempre vivo e pieno di morte il campo di battaglia.

È nel dna di alcuni affermare se stessi con la forza è la prevaricazione

Nel dna di altri invece c’è scritto la parola comprensione

In quelli come me, il dna è formato da tante tonalità di pensiero.

C’è stato un periodo in cui non ho creduto nella pace, la ritenevo una sciocchezza, un utopia, una parola con cui riempirsi la bocca per ricevere un elogio. Continuavo a ripetere

-non riesco a fare pace con me stessa figuriamoci con gli altri, gli altri non siamo noi, ognuno è quel che è, e di sicuro non è me, io sono io e loro non sanno chi sono, ed io non ho nessuna voglia di sapere chi sono loro.

Chi conosco da una vita riesce ancora a sorprendermi, non sempre in positivo, figuriamoci chi non conosco e che non è nemmeno della mia cultura.-

Così pensavo, perché mi faceva comodo. perché andava Contro.

la rabbia che provavo dentro di me la potevo reindirizzare verso di loro. Loro chi?

Tutti quelli che non erano arrabbiati come me, tutti quelli che sono felici, che vogliono la pace, che riflettono prima di parlare, Che hanno pazienza, ed era proprio la pazienza che io non avevo, la rabbia la sovrastava, diventava come un incontro di pugilato tra

pazienza peso piuma e

rabbia peso massimo dei massimi,

non c’era incontro.

Bastava un niente per accendere la mia cattiveria e i miei pensieri negativi. Le offese, il mio pane quotidiano e non avevo la minima pietà per i miei simili.

è più complicato essere cattivi che buoni, tutta quella rabbia ti consuma e ti lascia sterile di idee, orfano di vita e così stretto dalle braccia della solitudine che ti sembra di soffocare.

Ecco perché capisco queste persone e neanche le giudico.

Sono stata una di loro, per colpa della mia rabbia e anche loro lo sono per la stessa colpa.

Ognuno ha il suo “perché di rabbia”

Il mio “perché di rabbia”

non mi sentivo amata

anche se a loro modo mi amavano. questo l’ho capito dopo, quando sono cresciuta e tutto è diventato più difficile anche amare

In quel preciso momento però, non mi sentivo amata, nessuno mi voleva, effettivamente ero un peso, un problema da risolvere in mezzo a tanti, troppi problemi in confronto a pochi anni che avevate voi.

dei ragazzini che crescono una bambina. Ma in quel momento soffrivo e non capivo.

Mi davo colpe che non avevo e la rabbia cresceva sempre più vorace, si prendeva spazi sempre più ampi dentro di me e mi rendeva fredda e insensibile. La rabbia è cresciuta con me, non è stato per niente facile liberarmi di lei.

ci sono riuscita grazie ai miei figli, loro mi hanno fatto capire che non è giusto essere arrabbiati, mi hanno convertito alla pace, mi hanno spinto verso l’umanità, che ognuno di noi ha ma che la rabbia inganna, imbavaglia e lascia muta.

Adesso ho tutto da perdere a non essere felice, finalmente sul campo di battaglia ci sono solo macchie di sangue e fiori.

Essere felici è l’unico dovere dell’umanità, non è neanche un diritto ma un dovere di ogni individuo.

Trovate in voi, in qualcuno, in qualcosa la vostra felicità per sconfiggere “il perché di rabbia” che fa da schermo protettivo verso il mondo.

la gente non è fatta di spilli pronti a pungere se gli dai un abbraccio.

il male che vi faranno sarà quello che gli permetterete di farvi.

Mi dicono che sono troppo frivola per il peso del mio passato, gli rispondo che ho bisogno dì leggerezza, è innata in me e nessun destino potrà distruggerla.

Non mi piace l’accoglienza rabbiosa che i miei figli hanno da questo mondo in piena crisi di mezza età, non sa più in che direzione guardare.

Stiamo nel mezzo del cammin di nostra vita, non siamo messi tanto male in confronto al passato ma a quanti compromessi questo mondo è dovuto scendere per poter essere dov’è’.

tutta la polvere nascosta sotto il tappeto dell’indifferenza sta per tornare fuori, basterà un po’ di vento per creare una tempesta così grande da cambiare le sorti di molti, quando arriverà quel momento vorrei stare dalla parte della pace per poter dire sono stata dalla parte giusta, anche se non è quella più popolare.

La felicità è banale, un vaffanculo piace di più, lo so, è vero però, vaffanculo io tifo per la felicità.

La mia è una felicità arrabbiata, ho raggiunto il giusto compromesso. Sono buona, compassionevole, pacifista, felice.

Il seme della pace sboccia nel terreno della felicità.

Fine

Fransisca Garofolo

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