Bontà

Una piazza affollata del centro di Roma.

Un ragazzo si mette al centro della piazza,  sopra una cassetta della frutta, con un megafono in mano  Comincia a parlare, come se stesse facendo un comizio

-Essere buoni non porta a un cazzo dì niente, date retta a me è inutile che facciamo i finti tonti, se sei

Buono ti fottono, è più forte di loro,

si sentono legittimati a prendere il sopravvento,  credono, loro.

io sono tanto buono, quanto posso essere cattivo e quando divento cattivo sono cazzi amari. tutto il male che ho dentro e tengo represso viene fuori come un esplosione vulcanica,  cosi tutti i miei principi di bontà, educazione, rispetto e comprensione vanno a farsi fottere. È più forte di me.

Sono disgustato da tutto questo menefreghismo che cerca le mie attenzioni senza darmene.

Sono insensibili, tutti insensibili o sono io sbagliato ad essere sensibile?

Essere o non essere buono?

Non essere. Certa gente non si merita la bontà, ama avere timore,  rispetto, vuole spettegolare, vuole la discordia la pace annoia chi ce l’ha, e chi non ce l’ha la insegue senza darsi pace.

Sono un ingenuo, un povero illuso ho creduto e predicato  per anni il bene l’amore ma adesso basta! ritornerò alla mia vecchia natura,  quella adolescenziale, quella cazzuta, dove se mi dicevi “A” mozzicavo, dove non c’erano giustificazioni ne compromesso.

A forza di lasciare correre mi è venuto un fegato grosso come una casa, tutti i vaffanculo non detti, che ho mandato giù sono diventati gastrite,

adesso basta!

vi voglio vomitare addosso tutto labile pieno di vaffanculo che ho mandato giù per anni.

La bontà non paga!

Meglio mettere subito in chiaro che non siamo buoni e se ci pesti un piede te ne pestiamo due, così ti lasciano in pace. Se porgi l’altra guancia ti gonfieranno di botte e non diventerai Gesù cristo ma semplice un buono da prendere a calci in culo.

Tocca farsi rispettare cazzo.

Ero buono e tutti mi dicevano quello che era meglio per me, come lo dovevo fare e mi spiegavano pure il perché,  vi vendete conto,  pretendevano di spiegarmi come dovevo vivere la vita che stavo vivendo io e poi se avevo bisogno, tanti saluti.

Bontà lungi da me, che possa essere  rinnegato come Caino, se in me si distilli più una goccia di bontà

Mi ha portato più guai che altro, maledetta bontà!

Se fossi stato più arido non avrei questa rabbia

Se fossi stato privo di sentimenti adesso il mio stomaco non bruciava

Se fossi stato ma non lo sono stato, ma posso esserlo

questa è la mia certezze che non sarò più ciò che sono stato

Me stesso.

Dovrò cambiare me stesso a causa della bruttura delle persone che costellano la mia vita

Immobili e mute perché troppo impegnate a brillare da sole.

Che tristezza non essere più buono perché ti vogliono cattivo ma è necessario è fondamentale per poter vivere in questo mondo egocentrico.

Cos’è una battaglia tra bene e male?

È una prova da superare?

Io mi arrendo chiunque tu sia,

hai vinto, divento cattivo o almeno ci provo…

Conoscendomi so che perdonerò prima o poi, perdono sempre

Ed è proprio questo che mi fa incazzare la mia scarsa memoria,

Il mio lasciare tutto nell’oblio della bontà, del perdono.

Se solo l’avessi capito prima quanti affanni mi sarei risparmiato,

meglio tardi che mai.

Sono tutti buoni quando non ce n’è bisogno è quando tocca rimboccarsi le maniche davvero per qualcuno che spariscono tutti.

Io no, io ci sono, anzi c’ero

perché da oggi me ne frego di tutti è finito il tempo della bontà ed è iniziato quello, in cui molti mi sono stati maestri, il tempo della non curanza.

Che vi piaccia o no questo è quello che mi avete fatto diventare con il vostro disinteresse.

Continuate, continuate pure a commentare ciò che sono,  da adesso in poi  mi giudicherete per la mia pessima condotta e sarà più sgradevole avermi accanto perché accentuerò i vostri difetti,

vi starò col fiato sul collo con le mie opinioni, non vi darò tregua con il mio sguardo fisso ad aspettare l’errore più banale,

pronto a parlare e a dire sempre che c’è qualcosa che non va.

Farò bene, farò come fate voi, che siete tutti professori senza laurea ma con cento e lode in superbia.

Parlate e sparlate

Giudicate senza guardarvi allo specchio

Vi sentite grandi perché siete invisibili e la vostra grandezza ve la gonfiate da soli

Di solito vi compatisco ma il mio animo è troppo offeso e in questo momento provo solo disprezzo.

Avete fatto traboccare il vaso della mia bontà, si è versata tutta e non c’è più neanche il vaso, si è rotto e sono una scheggia impazzita che non è più ciò che era ma si è trasformata da un tutto ben definito in piccoli pezzi, di me e di bontà spezzata.

Fregatevene di tutti, vi vorranno più bene, vi cercheranno, ci chiederanno il permesso per entrare nella vostra vita e non si permetteranno di gridarvi in faccia le loro inutili opinioni. Alla fine quelli che resteranno nonostante la mia non bontà avranno diritto a conoscere il vero me quello buono.

Il ragazzo scende dalla cassetta della frutta la prende tra le mani  e se ne va tra gli applausi dei passanti, anche loro stufi della loro bontà.

Fine

Fransisca Garofolo

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