Dante ed il mio dannato pensiero

L’inferno di Dante non è niente in confronto. quello che vivo ignavia di me non riesco a toccare. Scagliata dal vento su rocce come Paolo e Francesca, ero come Fiorenza che per mare e per terra batte l’ali. E adesso? Il mio inferno è più grande del tuo mio caro Dante, la dannazione mi è cara  e dura da quanto dura la mia vita, che ne sai poeta dell’angosce che mi porto in spalla, e di tutto quello che la mia marcia bocca ha sputato. non c’è redenzione, ne credo. la mia anima è stata bruciata ma non ne ha giovato purificazione, ancora arde ancora, ancora. Spregiudicata è la mia condanna non arriverà in paradiso come te caro Dante, resterà eternamente qui dove le lingue di fuoco sono caramelle in confronto al mio tormento. Beatrice non esiste, mettitelo bene in testa amico mio, tu sei Beatrice. Io per questo sono dannato, perché son buono. Il pane che mangio e duro come cemento e i miei denti si spezzano in un terrificante rumore insopportabile, mentre con fatica cerco  di mandare giù i macigni indigesti di questa misera vita da dannato. Questo è l’inferno, non devo andare lontano non devo cercare in posti astratti, sparsi nell’universo, questo è l’inferno. Non include e non esclude rimane indifferente al tuo dramma senza intervallo. il gelido senso di vuoto che mi riveste è divenuto un cappotto di metallo che si è fuso con la mia pelle. Non ricordo tempi felici, non so cosa voglia dire calore e per questo mi lascio sanguinare, non c’è alcol che possa disinfettare e guarire i miei tagli. Vedi Dante che il mio supera di gran lunga il tuo. Puoi gettare corpi dannati in pentoloni a girare per l’eternità ma non sarà mai reale quanto il mi che si tocca che è dannatamente vero, è l’inferno giornaliero quello che ti uccide piano, che ti smembra, e ti ricompone diverso, è quello che non riesco a cambiare e continuo, ceco nel cammino fangoso. Non c’è speranza,  cercate altrove qui troverete solo questo, è la morale che volevi darmi Dante! ecco… la mia morale invece non ha voce è sgraziata nella forma e priva di contenuto non è alta come la tua, ne pretende di insegnare, vorrei imparare da te ma nel dannarmi son io  il maestro e tu non hai potuto neanche prendere spunto dalle mie parole. Non ci incontreremo mai Dante su questo pianeta ma su un’altro lontano anni luce, si. li potrai dirmi cosa ne pensi del mio dannato pensiero.

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