Forza

Ci vuole forza per alzare un peso,

Ci vuole forza per sopportare il peso di questa vita,

Ci vuole forza per dire che non è finita.

È la forza che mi fa rialzare da quel tappeto e combattere di nuovo per un abbraccio è per la promessa che ti ho fatto, è per tutto questo e altro che

ti do la mia forza,

tutta la mia forza.

E non voglio pace ne serenità

Non chiedo giustizia ne verità

Voglio la forza, per affrontare tutto questo.

Chiedo forza per dire che non è finita la partita che manca ancora qualche minuto, i supplementari e anche se sbaglierò l’ultimo rigore chiedo la forza per tirare il prossimo e non scappare.

E anche nell’amore non ci vuole solo cuore ma tanta forza,

nello stringerci le mani, aggrappati ad un burrone mentre tutto è franato, noi non ci lasciamo ma quanta fatica, sforzo e

la pazienza che è infinita.

È la forza di quello che abbiamo costruito bene che ci tiene ancora insieme, che ci fa bastare ancora un ti voglio bene.

Con quanta forza hanno provato a separarci, Con la stessa forza, si sono arresi i loro giudizi,

noi splendiamo li accechiamo e l’unica cosa che possono fare è parlare, perché non sanno più guardare. li accechiamo.

Penso alla forza che avrò quando sarò vecchio quando intorno a me cadono come soldatini pezzi del mio cuore ed io avrò cent’anni, vedrò morire i miei piccoli fratelli, quanta forza dovrò avere.

O pure morirò prima io e quanta forza dovranno avere i miei fratelli.

Anche in natura ci vuole la forza altrimenti la legge di vita ti fa morire, il leone è forte e vive.

Voglio la forza del leone che mi basta ruggire per mostrare la mia forza.

Non datemi bacini ne cioccolatini.

Devi avere la forza di entrare sotto pelle dove c’è la forza più grande quella che non si vede ma ruggisce come un feroce leone capo branco. Li potrai vedere la vera forza.

Fransisca Garofolo

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Sembro normale

Sarà che ormai riesco a mimetizzarmi bene

sembro normale

dentro urla la mia essenza

si ribella e lotta per prendere parte

al gioco ma è scalza e non fa rumore.

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Anna

Le crepe ben portate sul tuo volto ne fanno una maschera di verità.

Nei tuoi occhi vedo lo strazio di Medea, la tua bocca grida con voce di dolere o canta come un usignolo. sei e sarai l’imperatrice di questo rigoroso gioco che si chiama arte.

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Frase

Con le parole tutti soldati con i fatti tutti disertori.

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Tutto diventa nuovo(rap)

In questa decadenza generale potremmo essere una luce rinascimentale

Dovete iniziare a tremare questo è l’urlo che sale

Di una generazione che volete cancellare

E meno male che c’è ancora chi vi insulta

chi vi dice no!

se la morale non e giusta

Chi crede nel suo insignificante futuro e si fa il culo

prima con i nemici

poi con gli amici

E alla fine trovi

un lavoro che non ti si addice

ma sei felice

Poi arriva l’amore che ti sballa

che ti

Attanaglia

che basta solo che

ti guarda

e ti sentì buono

diventi pure cuoco

segui il suo profumo come un segugio

ti senti importante anche se non conti niente

ti viene la faccia da deficiente

diventi incoerente

un adolescente

incongruente con ciò che eri

ti basta guardarla per capire

Che sei arrivato al traguardo dove

{Tutto diventa nuovo

mi basta solo il suono

Delle tue tante parole

Anche di quelle che non sai pronunciare

Lasciati cullare spengiamo il cellulare

Tanto li dentro tutto è banale}

Non dirmi che mi vuoi lasciare

perché

anche quando litighiamo tutto è perfetto

Te l’ho sempre detto

Che mi piace quando strilli

come i grilli

ed io ti lascio grillare

tanto lo so che alla fine

mi vieni a baciare

E torniamo a litigare

Fatti scrutare

non mi basta

guardare

voglio esplorare

la tua rabbia

Sentì adesso pure il cane abbaia

mentre

fai ragliare il tuo rancore

Non c’è padrone

che ti possa legare al palo delle attese.

Non ho pretese

io schiavo di nessuno

Mi basta

guardarti

per ritrovarsi

e poi ancora

ci lasciamo andare

per poi ritornare

come le onde del mare

lo so è banale

Ma

non trovo le parole per spiegare questo movimento

che mi fai nascere dentro

{Tutto diventa nuovo

mi basta solo il suono

Delle tue tante parole

Anche di quelle

che

non sai pronunciare

Lasciati cullare

spengiamo il cellulare

Tanto li dentro

tutto è banale}

Nessuno ci deve cercare

dimmi che lo sai fare

Con le mani vienimi a cercare

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Calpestami

Calpestami pure, il mio stelo è abbastanza resistente per sopportarlo,

Il fiore non è stato mai bocciolo è nato schiuso, sembra fatto di carta ma è d’acciaio.

Calpestami, così puoi costatare la mia resistenza, potrai sentirti migliore, perché io resisto mentre tu muori, anche se non vieni calpestato.

Calpestami allora, fallo in fretta prima che mi possa fidare di te e così tornare ad essere di carta.

Non ho bisogno, anzi, non ho bisogni, ora che i petali  son d’acciaio, se tornano fragili sarò costretta a ricominciar da capo.

Calpestami se mi ami e salvami da te che sei ciò che mi trasforma in fiore reale e non costruito.

Abitudine mi consola è il nuovo che mi spaventa, che rinnego ormai da tempo.

Quindi, cosa aspetti! calpestami con tutto il peso della tua ingrata umanità, della tua sfacciata indifferenza, del tuo odio a metà, dei tuoi, si però. Deludimi.

Altrimenti non avrò scampo e dovrò fidarmi di te e della tua funambola consapevolezza di provare il sentimento bianco del bene.

Calpestami, che è cosa tua, la sai fare bene! Non perdere altro tempo a capire, cosa vuoi capire di me.

“Fiore, calpestato mille volte, grazie ad un’energia magica donatagli dalla luna, divenne più forte di Marte, i suoi petali come per incanto, un bel giorno d’aprile divennero d’argento, impassibili al dolor terreno”

Calpestami, non fare domande, non chiedermi chi sono, non essere indulgente, cosa te ne importa a te, sono una come tante che non ha niente di meno dal comune pensare e fisico aspetto.

Calpestami, mi sento più al sicuro in una guerra conosciuta che in una pace sconosciuta.

Fai quello che devi e lasciami d’acciaio, lo preferisco, non ti sto ingannando

Nel mio habitat mi trovo bene, non c’è rugiada che scende sul mio viso,  i palpiti non vanno più palpitando e nel pensare son sereno, così si è sereni, cosa credete che è gratis, il conto da pagare sono le emozioni, solo così si potrà essere sereni e infelici per sempre.

Non sono felice ma sono in serenità. Con la tua gentilezza vuoi turbare la mia serenità, non farlo.

Calpestami, non credere in me

non fa per te,

è troppo complicato il mio mondo incrociato che non ha senso,

se mi calpesti sarai onesto,

non ti giudico, non punterò il dito, sarai assolto perché non avrai ferito, ucciso, sarai l’ennesima confortante conferma.

Il tuo obbiettivo è più forte del mio dissenso.

Un petalo alla volta,

diventa di carta

e

confido in te.

Fransisca Garofolo

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Dolcetti di veleno (rap)

In questo ultimo anno sono maturato

per la prima volta ho capito dove sbagliavo

Comunque ci credevo anche se ancora non sapevo

Sarà che ho perso tutto,

pure il mio veleno

Ogni volta pronto a ripartire da l’ultimo gradino

Fin da bambino

Poi ho fatto casino

ho sempre detto

quello che penso e

non mi importa se adesso

ho il tuo disprezzo

come punizione continuerò a fare rumore

questa non è solo una canzone ma un grido di dolore

Se ti sputo in faccia tu

porgi l’altra guancia, così ti centro meglio

Non mi va di discutere e di litigare solo che la mia lingua ferma non sa stare

E ne ho dettati di concetti,

tutti inetti che non sanno più indagare mandano giù il boccone amaro dell’ignoranza, riempiono la loro panza, non c’è speranza!

E mi sale un terremoto

Dentro di me c’è fuoco

E tirò fuori lava

Qui non passa la befana

I miei dolcetti sono fatti di veleno

Non ti è rimasto neanche un velo

Per coprire quel rancore mentre io continuo a fare rumore

E poi all’improvviso sono cresciuto tutto è diventato meno chiaro ho cominciato a vivere di fottute sfumature mentre capivo che cambiavo, non me ne accorgevo

Da tutto a sempre meno,

è per questo che non credo a una parola data, per le giustificazioni d’azioni che mi fanno troppa rabbia mentre tiri fuori i denti ma sai soltanto abbaiare, sei la brutta copia del cane, non lo sai fare, non ti mettere con un lupo solitario potresti ritrovarti azzannato

E mi sale un terremoto

Dentro di me c’è fuoco

E tiro fuori lava

Qui non passa la befana

I miei dolcetti son fatti di veleno

Non ti è rimasto neanche un velo

Per coprire quel rancore mentre io continuo a fare rumore.

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L’odio

Cos’è l’odio?

L’odio è quella parte di te che non riesci ad accettare

L’odio è la rabbia di non arrivare

L’odio è ignorare

L’odio non è l’altra faccia dell’amore

L’odio è rancori e rimpianti

L’odio mostra i denti e mai il sorriso

L’odio è cattivo

L’odio ti porta a vomitare

L’odio non cambia ne si trasforma. lievita, si gonfia ma non cambia forma, non viene cotto e diventa pane, l’odio li rimane.

Mi dispiace, ma io non odio, mi costerebbe troppa fatica sprecata se proprio devo sprecare il mio tempo cercherò di capire questo odio così violento.

Oibo, o-dio, proprio l’odio dovevi crear.

Fine

Fransisca Garofolo

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L’alieno

Ero al secondo anno di specializzazione di medicina, avevo appena perso il mio primo paziente, andai fuori dall’ospedale per prendere una boccata d’aria, mi sedetti su una panchina in giardino, quando dal nulla compare, seduto al mio fianco un uomo minuto con degli occhi piccoli, che ipnotizzavano. L’uomo mi guardò e comincio a parlare

“devi sapere che non si muore veramente, il nostro corpo viene riprodotto grazie ad una stampante 3D sul nostro pianeta di origine. H13/11/17/77 che si trova in una galassia nana che grazie alle vostre tecnologie poco avanzate ancora non avete scoperto, mi fa strano chiamarvi voi perché alla fine siamo sempre noi. Cosa stavo dicendo?ah si ecco, la vita sulla terra è soltanto un viaggio nel passato per non dimenticare quello che eravamo e così aspirare a ciò che siamo diventati, è un esperimento sociologico. Milioni di anni fa abbiamo iniziato a fare degli esperimenti sul pianeta terra, abbiamo creato l’atmosfera ed abbiamo aspettato, poi la flora, la fauna, proprio come dice l’antico testamento e “poi il signore si riposò” aspettammo per secoli che la terra divenne abitabile , non avevamo fretta la nostra vita dura molto di più della vostra perché possiamo cambiare corpo, grazie alle stampanti 3D, al dna e speciali chip che reimpiantano la memoria e la personalità. Tra qualche anno anche voi riuscirete a farlo. Dopo la creazione del pianeta ci siamo dedicati  a modificare geneticamente il dna di alcuni nostri feti, così che potessero sopravvivere sul pianeta terra, il primo fu Adamo, l’esperimento andò benissimo e così dal suo dna generammo Chava, che voi chiamate Eva.

Ogni gruppo di scienziati sviluppo un etnia e colonizzammo il vostro/nostro nuovo pianeta. Ritornando alla morte, quando un essere umano muore gli  viene prelevato il dna e il suo cervello viene scannerizzato e da quello viene ricreata la memoria e la personalità, grazie ha una stampante 3d che riproduce il corpo con materiale organico e ossa, il  morto dopo pochi giorni rivivrà nel suo pianeta di origine.

Perché secondo te si devono aspettare 24 ore prima di potervi seppellire, per fare tutte le analisi necessarie per potervi ricreare su

H13/11/17/77 il nostro / vostro pianeta.”

Mi guarda mi guarda sorride e ricomincia a parlare

” sei confuso? Con il tempo capirai ho grandi progetti per te. voi dottori la sapete la verità, adesso la sai anche tu. ti senti meglio?

non turbare il tuo animo per la morte del tuo paziente tra poco rivivrà in un mondo migliore. La vita che conosci non è niente paragonata a quella che c’è dopo. Devi vedere come viviamo in armonia sul nostro pianeta neanche si lavora, le risorse si dividono equamente, si fa tanto sport , c’è anche tanta competizione ma non è mai estremizzata, non sfocia mai in violenza e soprattutto abbiamo una cosa che qui da voi scarseggia. La felicità, siamo tutti felici, curiamo le nostre passioni nel rispetto degli altri perché ci vogliamo bene e cerchiamo sempre il bene.  Sai forse abbiamo sbagliato a farvi sudare il pane e partorire con dolore, vi ha reso duri e violenti , non avete mai avuto il tempo per riflettere e pensare perché eravate costantemente impegnati a sopravvivere e questo ha rallentato la vostra evoluzione, i tempi sono quasi maturi ( mi stringe la mano ) Adesso ti devo salutare, il mio teletrasporto parte tra dieci minuti e prima vorrei prendere un caffè.”

Rimasi li, basito non dissi una parola. Mi girai ma quell’uomo era scomparso. Come faceva a sapere che avevo perso il mio paziente? e poi tutti quei discorsi strani, voi dottori la sapete la verità, ma quale verità?

Rientrai in ospedale e c’era il direttore ad aspettarmi all’entrata, mi disse:

“Hai conosciuto l’alieno?”

  

Fine

Fransisca Garofolo

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Parole

Parole, il mio unico talento.

Loro sono mie amiche, mi confortano ed io mi prendo cura di loro.

Giochiamo insieme ad immaginare a creare mondi e sentimenti di cui conosco solo le sfumature, mentre loro, le parole gli danno il giusto tono di colore.

Mi nutro di loro, a volte letteralmente perché per stare con loro dimenticato di mangiare, mi bastano. Il loro sapore è divino, mi inebrio e mi disseto dal loro succo.

Siamo complici e non importa se il mondo non ci capisce, ci capiranno, forse un giorno… per il momento noi andiamo per la nostra strada, che si era persa, ma ritrovata.

Vi usano, io vi accarezzo, vi coccolo.

il nostro rapporto è segreto, cabalistico.

Tra i meandri del mio inconscio scavate con la vostra improbabile applicazione e ne esce fuori il ritratto astratto di me.

Fine

Fransisca Garofolo

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La rabbia

La pace, cos’è la pace?

l’essere umano non conosce pace. è sempre vivo e pieno di morte il campo di battaglia.

È nel dna di alcuni affermare se stessi con la forza è la prevaricazione

Nel dna di altri invece c’è scritto la parola comprensione

In quelli come me, il dna è formato da tante tonalità di pensiero.

C’è stato un periodo in cui non ho creduto nella pace, la ritenevo una sciocchezza, un utopia, una parola con cui riempirsi la bocca per ricevere un elogio. Continuavo a ripetere

-non riesco a fare pace con me stessa figuriamoci con gli altri, gli altri non siamo noi, ognuno è quel che è, e di sicuro non è me, io sono io e loro non sanno chi sono, ed io non ho nessuna voglia di sapere chi sono loro.

Chi conosco da una vita riesce ancora a sorprendermi, non sempre in positivo, figuriamoci chi non conosco e che non è nemmeno della mia cultura.-

Così pensavo, perché mi faceva comodo. perché andava Contro.

la rabbia che provavo dentro di me la potevo reindirizzare verso di loro. Loro chi?

Tutti quelli che non erano arrabbiati come me, tutti quelli che sono felici, che vogliono la pace, che riflettono prima di parlare, Che hanno pazienza, ed era proprio la pazienza che io non avevo, la rabbia la sovrastava, diventava come un incontro di pugilato tra

pazienza peso piuma e

rabbia peso massimo dei massimi,

non c’era incontro.

Bastava un niente per accendere la mia cattiveria e i miei pensieri negativi. Le offese, il mio pane quotidiano e non avevo la minima pietà per i miei simili.

è più complicato essere cattivi che buoni, tutta quella rabbia ti consuma e ti lascia sterile di idee, orfano di vita e così stretto dalle braccia della solitudine che ti sembra di soffocare.

Ecco perché capisco queste persone e neanche le giudico.

Sono stata una di loro, per colpa della mia rabbia e anche loro lo sono per la stessa colpa.

Ognuno ha il suo “perché di rabbia”

Il mio “perché di rabbia”

non mi sentivo amata

anche se a loro modo mi amavano. questo l’ho capito dopo, quando sono cresciuta e tutto è diventato più difficile anche amare

In quel preciso momento però, non mi sentivo amata, nessuno mi voleva, effettivamente ero un peso, un problema da risolvere in mezzo a tanti, troppi problemi in confronto a pochi anni che avevate voi.

dei ragazzini che crescono una bambina. Ma in quel momento soffrivo e non capivo.

Mi davo colpe che non avevo e la rabbia cresceva sempre più vorace, si prendeva spazi sempre più ampi dentro di me e mi rendeva fredda e insensibile. La rabbia è cresciuta con me, non è stato per niente facile liberarmi di lei.

ci sono riuscita grazie ai miei figli, loro mi hanno fatto capire che non è giusto essere arrabbiati, mi hanno convertito alla pace, mi hanno spinto verso l’umanità, che ognuno di noi ha ma che la rabbia inganna, imbavaglia e lascia muta.

Adesso ho tutto da perdere a non essere felice, finalmente sul campo di battaglia ci sono solo macchie di sangue e fiori.

Essere felici è l’unico dovere dell’umanità, non è neanche un diritto ma un dovere di ogni individuo.

Trovate in voi, in qualcuno, in qualcosa la vostra felicità per sconfiggere “il perché di rabbia” che fa da schermo protettivo verso il mondo.

la gente non è fatta di spilli pronti a pungere se gli dai un abbraccio.

il male che vi faranno sarà quello che gli permetterete di farvi.

Mi dicono che sono troppo frivola per il peso del mio passato, gli rispondo che ho bisogno dì leggerezza, è innata in me e nessun destino potrà distruggerla.

Non mi piace l’accoglienza rabbiosa che i miei figli hanno da questo mondo in piena crisi di mezza età, non sa più in che direzione guardare.

Stiamo nel mezzo del cammin di nostra vita, non siamo messi tanto male in confronto al passato ma a quanti compromessi questo mondo è dovuto scendere per poter essere dov’è’.

tutta la polvere nascosta sotto il tappeto dell’indifferenza sta per tornare fuori, basterà un po’ di vento per creare una tempesta così grande da cambiare le sorti di molti, quando arriverà quel momento vorrei stare dalla parte della pace per poter dire sono stata dalla parte giusta, anche se non è quella più popolare.

La felicità è banale, un vaffanculo piace di più, lo so, è vero però, vaffanculo io tifo per la felicità.

La mia è una felicità arrabbiata, ho raggiunto il giusto compromesso. Sono buona, compassionevole, pacifista, felice.

Il seme della pace sboccia nel terreno della felicità.

Fine

Fransisca Garofolo

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Traccheggio

Traccheggio da troppo tempo è ora di fare delle scelte, anche se queste mi faranno tornare a vivere e a provare sentimenti tra cui la sofferenza, che questa vita terrena ti impone, come un biglietto da pagare per poter usufruire di questo spettacolo tragicomico che è la vita.

Il bilanciamento perfetto tra gioie e dolori.

Forse traccheggio ancora un po’ chi me lo fa fare e poi a quest’ora della notte non si prendono le scelte giuste o forse sì, chissà?

Dovrei provare ma prima mi bevo un bicchiere. Ci dovrebbe essere una bottiglia buona quelle del 2006 stasera mi voglio rovinare. Per fare una buona scelta ci vuole una buona annata, o forse è meglio un bel bicchiere di Coca-Cola ghiacciata con una bella fetta di limone o magari un buon chinotto, quello in bottiglia di vetro.

Che mi bevo? Coca-Cola, vino o chinotto…

Mi è passata la sete,  più tosto che scegliere mi lascio morire.

Ok dove eravamo rimasti… ah si le scelte

La prima scelta che devo prendere e se restare in questa casa o andare a vivere a Milano.

Vabbè magari iniziamo con qualcosa di più semplice.

Allora domani mi metto la giacca nera o quella blu?

forse quella rossa?

È difficile, è troppo difficile…

Resto a casa,  così non dovrò scegliere cosa mettere, dove andare, che fare,  con chi andare.  Troppe,  troppe scelte.

Resto qui tranquilla e mi metto a fare zapping sulla televisione.

Tra poco è ora di pranzo, ho una pizza surgelata dentro il congelatore,  mangerò quella. certo che anche la lasagna mica sarebbe male o l’insalata russa.

Che mi mangio?

Tutto è gustoso ed io non so scegliere.

Vabbè digiuno faccio prima.

Che stress la vita è piena, troppo piena di scelte, scelte. È tutto una scelta, una continua scelta.

Mentre io traccheggio ancora un po’ la vita fa la sua sfilata  ed io impassibile la guardo andare sul tappeto rosso delle possibilità.

Senza le mie scelte non potrò mai raggiungerla, lei va e sceglie per me.

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La frase sul muro (cicerone)

Un uomo passeggia per la strada alle tre di notte.

brillo e con una bottiglia di vino in mano,  si ferma davanti a un muro con una scritta sopra,  lo fissa per un po’ e poi inizia a parlare

Cicerone non credo che tu abbia ragione, non posso essere artefice del mio destino se un destino io non ho. e se è destino è destino e sono destinato ad  esserlo. direi più artefice delle mie possibilità tu intendi, nel senso che le posso fruttare al meglio, questo intendi per destino o il destino che mi porta sempre allo stesso posto nonostante le mie scelte giuste?

Cosa intendi quando citi il  destino che per te non esiste ma lo chiami per nome.

Questo che stiamo vivendo è destino ho la somma delle mie scelte?

Mica ho scelto di essere nato io, sono venuto al mondo e basta.

che grandi scelte ho? Se quella fondamentale è dettata da un destino, che per te non esiste.

cicerone! Le mie scelte non servono a nulla perché ho poco potere, tu ne avevi? Non ricordo?

Ah si, eri una delle figure più rilevanti dell’antica Roma, scrittore, filosofo…

Tu si che avevi potere e potevi essere artefice del tuo destino.

Ma guardami a me un povero disoccupato, con due figli, pagavo 800 euro di affitto al mese, ne guadagnavo mille. Non ho mai avuto diritto a scegliere io.

sai cicero’ scusa la confidenza ma ormai per me sei un amico, te e il vino mi siete rimasti.

Mia moglie se n’è andata

Ha fatto bene! almeno dalla madre un tetto per le bambine e per lei c’è l’ha.

Io invece dormo sotto le stelle…

Che ne sai te di dormirei sotto le stelle,  tu vivevi dentro palazzi, eri padrone del tuo destino!… 

( beve un altro goccio di vino)

E mo non c’è stai più e io, che non so padrone di niente, sono vivo, questo è il destino io stasera dovevo leggere su questo muro la tua frase

“Ognuno è artefice del proprio destino” cicerone.

Hai capito? Hai capito e alla fine non hai capito niente.

Brindo alla tua cicero’ e alla stronzata che hai detto e che riecheggia nel l’eternità.

Con tutto rispetto, mi faccio l’ultimo goccetto e me ne vo.

Fine

Fransisca Garofolo

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Il mio amor lontano

Il nostro amore è rinchiuso dentro una clessidra dove il tempo non scorre ma gira.

Tutto il tempo perduto lo abbiamo perso insieme,

sei sempre stato qui costantemente anche se non c’eri.

quanta confusione nella mia piccola testa con poca intelligenza, tanto cuore e dentro di me la coscienza che nessuno mi potrà amare come sono in grado di amare io, è una triste scoperta e rimango scoperta dalle lenzuola delle illusioni.

Il mio amore è sconfinato non ha la forma del cuore, non è rosso e non fa rumore, resta fermo ad aspettare, ha tanta pazienza ecco perché spesso mi gira la testa.

Ritornando al concetto principale spero di vederti, almeno al mio funerale sai che bello che sarebbe scoprire i tuoi pensieri mentre mi guardi inerme, così almeno non sarei costretta a rispondere a inutili domande, potrei semplicemente guardarti addolorato, come il dolore che provo adesso per te e non ho neanche una bara su cui piangere,  non ho niente di te, tranne il tuo ricordo sfocato e una certezza seccante, ancora ti penso costantemente.

Che tormento che provo, eppure ancora vivo, ma come? Aspettando notizie che non arriveranno mai. Tu lontano disperso in un mondo troppo vasto, mi devasto a starti lontano, le bombe che sentì sono le mie lacrime che esplodono di dolore. Quanto mi manchi tormentato amore che mi inganni ancora, il tuo ritorno è diventato allucinazione. Ancora tremano i pensieri e il senso di vuoto dentro lo stomaco è diventato cronico, non ho bisogno di medicine ho bisogno della tua carne, del tuo ingegno, del tuo stupido sorriso. Tu combatti per cosa? dovresti combattere per me, per riavermi per essere felici, l’amore non trionfa l’amore aspetta, quanto ancora sarò in grado di sopportare la tua assenza. Un ideale cos’è in confronto a quello che io provo per te, potrei ingannare, distruggere, creare, rubare solo per vederti un ora e tu ingrato combatti la tua guerra lontana. Vorrei essere il tuo nemico così potrei ucciderti e sdraiarmi vicino a te. La tua lontananza sta diventando la mia follia, anche io sono al fronte e combatto con me stessa tutti i giorni per scacciare la dolce luce del tuo pensiero che mi attraversa. Sarà meglio per me che mi scordi di te come tu ormai avrai fatto con me, vorrei cavarmi gli occhi come Edipo per il disprezzo che provo per me stessa che resto qui stesa su questa barella che ora è diventato il mio corpo, aspettando un fantasma. Il mio sangue è di ghiaccio se non penso a te, inutile ologramma che continua ad essere proiettato nella mia mente. Mia madre dice che devo prendere marito ed io mi sento una vedova. Il nostro amore non voluto da molti è stato ostacolato anche da questa maledetta guerra che ci divide con muri di filo spinato e ci tiene separati grazie a cannoni e mitra. Sarebbe meglio morire affogata dalla polvere delle macerie del tetto della mia casa, piuttosto che invecchiare senza di te ed essere sposa di qualcuno che non sia tu.

Perché non mi hai portato con te, hai separato irrimediabilmente le tue mani dalle mie. ed adesso qui mi vogliono con la ghirlanda e l’abito bianco, l’unica tunica che vestirò sarà nero lutto senza di te. Ritorna prima che perda il senno e mi uccida brutalmente. Le tue parole amore mio hanno catturato la mia esistenza che è inutile senza di te, tu parli di speranza per un popolo ormai spopolato, lotti con la spada e con la penna la tua battaglia di libertà, io rinchiusa in una cella di speranza ti devo dividere con il resto del popolo, che odio perché ti ha portato via da me. Domani potrebbe arrivare la mia ora, ormai qui è diventato più facile morire che vivere , il rumore delle bombe in questo momento è diventato il sottofondo della mia vita insieme al dolore che sento perché non posso toccarti, baciare la tua bocca, curare le tue ferite che sanguinano e che parlano. Ti amo troppo e se non te lo dico tra poco il mio cuore esploderà, come le bombe qui fuori, sei i battiti che si sono fermati quando te ne sei andato, ridammi i miei battiti. Torna da me.  Maledetto amore condanna da un incantesimo di una malvagia e potente strega chiamata guerra. Ricordo i baci in silenzio, nascosti dietro l’ombra della casa con il caldo secco che scaldava dolcemente il nostro gemito d’amore, tu e la tua presenza imponente che non rispecchia la tua anima che è leggera, mi accoglievate tra le tue braccia che mi avvolgevano completamente ed io mi sentivo completamente protetta, ridammi le tue braccia, staccatele è spediscimele qui ne ho bisogno amore mio. Non c’è più protezione per me, mi sento continuamente esposta al pericolo, l’unica mia preoccupazione è che possa perderti senza poterti di nuovo stringere a me. Perché ti ho conosciuto amore disgraziato che ormai per me sei solo tormento e ossessione, vorrei perdere la memoria per potermi dimenticare di te e ricominciare a vivere. Mio cugino che è tornato dal fronte mi ha detto che li  non ti ha visto, dove sei disgraziato ? Giochi con i miei sentimenti senza che io possa difendermi, tanto sono assoggettata al tuo amore, potevi combattere qui, vicino a me, al mio fianco, potevi proteggere me. Chi è più importante di me, per me sei tu più importante di me, ma io non lo sono per te hai preferito andare a proteggere qualche tribù al nord e magari ti sei pure innamorato di qualche donna di la giù, ti ricorderai solo il mio nome. Io ricordo tutto di te ogni dettaglio della tua pelle ogni piccola cicatrice, i tuoi capelli, le tue grandi mani su i miei piccoli seni, i tuoi occhi che mi fissavano e scrutavano ogni parte di me. Sei semplice e le cose semplici sono le  migliori, ma sei riuscito a complicare la mia vita senza scampo. Voglio ritrovarmi sotto quel albero con te a guardare le nuvole e con loro costruire la nostra casa, sognare una vita migliore, potevamo scappare ed emigrare per cercare qualcosa di meglio di macerie e morte ma tu hai preferito combattere e adesso sei chissà dove, spero in terra. buonanotte amore mio

Ha vinto lei sul nostro amore , la signora guerra, ieri mi hanno portato quel che resta della tua salma. Tu non ci sei più, io neanche …

                             Fine

Fransisca Garofolo

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Dignità

L’anima che mi porto dentro non pesa pochi grammi è pesante, piena com’è di tutto quello che ho raccolto nel terreno della vita, spesso è stata arida e incostante ma quando è stata fertile ha saputo donarmi tanti frutti succosi, dolci e colorati. Un po’ di questo nutrimento di vita l’ho messo da parte per gli anni sabbatici in cui sarò costretta a fermarmi.

Sono qui…

Una Montagna di libri accatastati dentro questa camera vuota mi parlano della mia amata e odiata adolescenza, dove tutto era nuovo solo per un giorno. La voglia di sapere, la bocca sempre asciutta anche se veniva rabboccata continuamente. L’incoscienza dell’adolescenza mi ha portato fino qui, soltanto con delle parole, un pc e le mie mani ho costruito e distrutto vite intere. Non mi parlate di morale, di dignità! Chi siete voi per giudicare la mia personale visione della dignità, perché la mia deve essere più bassa della vostra, chi l’ha deciso? Io sono quella che ho deciso di essere e non quello che gli altri vogliono che io sia. Io ce l’ho, la mia dignità, con me stessa sto bene. solo che a voi la mia dignità non basta ne volete di più, credete di valere di più, di meritare di più, aspirare ad essere sempre più dignitosi, tutte stronzate! Nasciamo nudi e veniamo al mondo urlando e piangendo, questa è la nostra dignità. nel corso della vita non hai sempre lo stesso livello di dignità, devi adattarti a quello che ti capita lungo il percorso, ed io mi sono adattata come potevo, lasciando sempre inalterata la mia visione di dignità. Non bisogna avere forza,etica, morale per essere dignitosi bisogna essere liberi e istruiti.

quali sono le parole che formano la tua dignità?

Ogni persona ha le sue parole per definire la propria dignità e nessuno può permettersi di giudicarla per questo. Ad ognuno sia concessa la propria visione di dignità-e che diamine- avrò diritto a decidere per me stessa o devo chiedere il permesso.

Fransisca Garofolo

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