Mi sento come una Margherita su un prato (monologo)

Scena un divano con sopra un manichino ben vestito seduto.

Una ragazza parla verso il manichino come se fosse una persona.

-Non so se resisto, se riesco a continuare così.

La stanchezza mentale sta diventando invadente mi sta calpestando.

Mi sento come una margherita su un prato, ferma lì, non può scappare per natura. Eppure dentro questa Margherita c’è un cavallo puro sangue inferocito che scalpita e sbuffa dal naso. Lo sento galoppare dentro di me. Provo a sedarlo ma la dose ormai non basta più.

Voglio essere felice, ridere, cantare e rimanere senza fiato.

Mi sto inabissando ma quando ne uscirò fuori sarò uno tsunami devastante, quante vittime al mio passaggio. mi dispiace, ma finalmente sarò libera.

Troppe tempeste attraversano la mia mente, non possono più abitare in questo silenzio, si prenderanno intere vallate e risuonerà sempre l’eco di tante voci, di luci e i pensieri riusciranno a fondersi.

L’isolamento mentale che ci siamo imposti ha finito di scontare la sua pena, almeno il giudice del mio “Io” ha deciso questo, altrimenti muoio e per risorgere ci vuole troppa fatica ed io sono diventata pigra.

Lo so che preferiresti la mia morte più tosto che starmi lontano.

Pensa che bello! tu e il mio sudario sul nostro letto.

Davvero questo vorresti? solo le mie vesti, vestita di bianco non sono mai stata ma la purezza che creo non ha colore che la rappresenta, è quella di fare del male senza saperlo, perché innocente nel non capire le circostanze. Siamo noi che sbagliamo non quella purezza che abbiamo creato.

Tutti innocenti

Noi colpevoli di non avere un appiglio, un punto d’appoggio.

Ci ha tagliato le gambe questa vita è diviso i cuori, che prima erano vicini, così vicini che non si distinguevano.

Succede spesso e adesso è successo, inevitabilmente…

Di chi è la colpa non importa è solo una scelta, un’altra scelta per trovare la felicità.

Se vuoi ti chiedo anche perdono però ti prego lasciami andare, strappiamo le radici a questa Margherita e lasciamola volare libera nel vento. Anche se era una Margherita era solo una Margherita, che adesso volerà invece di rimanere ferma su quel prato.

Siamo dentro un castello che ha sgretolato le sue fondamenta e adesso è tenuto da una nuvola carica di pioggia come le lacrime c’è mi scendono incontrollabili sul volto e che non riesco ad asciugare.

Neanche questo ti provoca un’emozione incontrollata, credevo di aver prosciugato questo mare salato e invece trabocca dai miei occhi.

Non potrai mai capire quello che provo il mio ritmo è più veloce del tuo, ho provato a rallentare ma stono, e tra poco si romperanno tutti i vetri ed entrerà finalmente quel vento di vita di cui ho bisogno.

Fransisca Garofolo

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Fai un po’ come vuoi tu 🎶🎵🎶🎵🎶🎵

Prosecco a volontà questa è la verità che ci fa ridere.

Non c’è spazio per le lacrime

Forse è il vento che ci fa piangere,

Noi ridiamo dentro questa tragedia,

qualcuno è andato fuori scena,

Ogni tanto mi sento scema,

Ma ne vale la pena,

Se la pena scrive e racconta quello che vede.

fiamme

muri

Contraddizioni

Gioie e dolori

Vedo egoismo

Egocentrismo

Tanto disagio sociale

Stiamo messi male!

Mi voglio sollevare da tutta questa “munnezza”

sto meglio senza

Voglio profumare di verità,

Mentre tutto crolla

Tu rimani qua,

Questa è la verità, che conta

Non si conta sulle mani basta un dito,

È sempre il medio,

quello con cui ti sfido.

Perché medio sono anch’io

Medio e meno male che sono andato a studiare mentre mi facevo qualche canna

Se no a quest’ora mi potevi raccontare la tua storia

Magari un grande amore ed io non capivo che…

Che mi vuoi prendere per il culo

Ne sono proprio sicuro

Mi dispiace non si può

più.

guardami sono sereno,

mi puoi dire pure scemo

Non mi arrabbio più.

Quasi mi dispiace per la tua fatica,

Non ti credo mica.

Ho scelto di stare dalla mia parte

e se tu, mi sei distante

non mi arrabbio più.

Fai un po’ come vuoi tu uu uu uu uu

Prosecco a volontà questa è la verità,

che ci fa ridere,

Non c’è spazio per le lacrime,

Forse è il vento che ci fa piangere,

Noi ridiamo in questa commedia

qualcuno è andato fuori scena

Ogni tanto mi sento scema.

Non si conta sulle mani basta un dito,

È sempre il medio quello con cui ti sfido.

Perché medio sono anch’io.

E mi basto come sono

Scelgo di stare

dalla mia parte

e se tu mi sei distante

non mi arrabbio più.

Fai un po’ come vuoi tu uu uu uu uu

Ed io non capivo

mi vuoi prendere per il culo

Ne sono proprio sicuro mi dispiace non si può più.

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L’uranio

È raro come l’uranio

non si trova facilmente

si nasconde abilmente

Lo senti arrivare ma ti inganna e

scompare

Ognuno sceglie quale portare

prende la fragranza che crede

È raro come l’uranio

L’odore di verità

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Incanto

Di incanto e poesia voglio essere vestita

Togliermi la pesante vestaglia della realtà e volare verso posti incantati, senza ali,

solo con l’immaginazione e poesia, compagne sincere di giornate vere.

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Scomparire

Vorrei scomparire

Lentamente ora

Senza fare rumore

Leggera volare via

Senza sentire

Senza vedere

Senza vergogna

Andare e non tornare

Come la neve quando si scioglie

Come la mente quando si spegne

Come le nuvole spazzate via dal vento

Senza ripensamenti

Senza rimpianti

Senza bagagli

Come un barbone che non conosce meta

Come una barca senza vela

Come il polline che si posa

Come hai fatto tu.

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Un pensiero

un pensiero costante che mi entra nel costato come una lancia,

mi trafigge a grande velocità

Cerco di spostarmi ma rimango immobile come un coniglio davanti a due fari.

I fari che mi bloccano sono i tuoi occhi che mi fissano.

Un pensiero senza tregua in questa guerra giornaliera.

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Colpe

Sbarre fredde

Colpe

Poco spazio per la mente

per il corpo

Sbarre fredde

toccano le mani

Alla ricerca della libertà

Argini alti, di ferro, scolpiti da ombre.

Amore diviso da un vetro

Colpe

Non assolte,

giustiziate e dopo graziate

Dal tempo.

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Lamenti e bisogni

Lamenti e bisogni

Escono dalle vostre piccole bocche

Ho dato tutto

Cos’altro volete!

Rimbalza mille volte la palla e lo strillo insieme ad essa, rimane uguale inascoltato.

Quanto amore ho per voi per restare ancora qui

Che giocate con la mia infinita pazienza.

Un abbraccio.

Resto.

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LA favola di novella

Questa è la storia di novella una principessa tanto bella anche se sempre imbronciata perché pace non trovava.

Fino da bambina tutto toccava, sembrava che il tempo non gli bastava.

Andava, vede e tutto scopriva.

La regina in ogni cosa l’accontentava

Ma in lei l’insoddisfazione regnava.

Quando si fece più grandicella il re e la regina gli dissero

“vai per il mondo novella, sazia la tua curiosità e il tu sapere, gira tutto in tondo basta che fai sparire questa insoddisfazione e quando vorrai da noi potrai tornare

Novella prese e andò alla ricerca della sua soddisfazione.

Inizialmente tutto era nuovo e splendente come un brillantemente.

Nuova gente e e nuovi panorami ma in poco tempo negli occhi di novella tutto divenne banale e lei con il suo broncio continuarono a cercare.

Quando inatteso un bosco accesso da mille lucine gli fece da cornice.

Novella ne rimase incantata,

lì pure con gli elfi, giocava. Ma dopo poco il broncio tornava.

Novella intristita era seduta su una seggiolina quando gli si avvicinò

una fatina di bianco vestita che gli disse

“vieni guarda che ti faccio assaggiare, vedrai che queste bacche il sorriso ti fanno tornare.

Novella che era di nuovo annoiata prese la bacca e tutta l’ha mangiata.

Di lì a poco tutto è cambiato il mondo si era rigirato, tutto diverso e accentuato. vide anche un drago che la portò in un posto incantato e la musica che sempre suonava attenuava il rumore del cuore che gridava.

Durò qualche tempo quel meraviglioso tormento ma poi ritornò quella smania, che mai niente gli bastava.

Uscire dal bosco significava fatica, il nettare delle bacche non si dimenticava e novella non trovava più la strada.

Il re e la regina nella disperazione vivevano le loro giornate e la loro piccola cercavano per ogni angolo delle strade.

Novella sconsolata e amareggiata un giorno di gennaio imboccò un sentiero, che sembrava sereno,

trovò un ruscello che percorse senza pena,

finché non raggiunse una piccola città vicina, dove la prese per mano una bambina che la portò davanti ad una porticina con sopra scritto “aperto”

La bambina la salutò e novella entrò.

c’era un ragazzo con in mano qualche cosa,

Novella assai curiosa gli si avvicinò e gli chiese

“che cos’è questa cosa che con tanta gioia tieni in mano?”

Il ragazzo divertito gli disse

“in mano ho la mia storia la mia soddisfazione”

Allora novella gli rispose

“Beato a te che l’hai trovata io ho fatto tutto e sono sembra imbronciata, sono figlia di un re e di una regina, mi sono persa e non so più tornare a casa, per poi dirgli cosa? Che sono sempre imbronciata che ancora non ho trovato la mia strada? ”

Il ragazzo guardò novella e gli disse

“Guardati intorno bella fanciulla, qui c’è la storia di tutto il mondo,

qui invece puoi volare,

qui puoi imparare a cucinare,

puoi scegliere quello che vuoi,

puoi andare avanti o in dietro nel tempo”

-di cosa parli io non comprendo,

vedo solo carta sporca

disse novella

-guarda meglio, questo è un libro e parla di ogni cosa

Con una magia il ragazzo insegnò a novella a leggere e allora i suoi occhi iniziarono a capire tutte quelle parole meravigliose, quei racconti così intensi, quelle storie così avvincenti che Per la prima volta si sentiva veramente soddisfatta di fare qualcosa.

vide tante parole scritte dentro i libri iniziò a leggere e mai più smise.

Fine

Fransisca Garofolo

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Le mani tremano

Mi chiedi di infilarti l’ago

Le mani tremano

Mi chiedi di attaccare quel bottone dorato

alla camicia a fiori

color blu e senape,

avrà vent’anni

sembra nuova

Le mani tremano

Tu ne hai altre due

a tua disposizione

Le miei

Cucio il bottone.

Sorridi.

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Shoa

Occhi chiusi

Mani alzate

Corpi nudi

Che diventarono cenere.

Pochi ritorni

Crearono generazioni che ricordano, non dimenticano il dolore di quel ricordo,

lo difendiamo quel ricordo, con il sangue e con le parole finché esisteranno il sangue e le parole

Eppure ancora si muore.

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2048

Stiamo nell’anno 2048 non si vive bene, tutto è sprofondato nel buio di anni senza luce e non se ne vede l’uscita.

Di odio, razzismo e repressione sono fatte le giornate.

Nessuno pensava che sarebbe accaduto di nuovo ma accade, accade sempre, l’umanità ricorda ma dimentica il dolore che sta dentro le tragedie, credo che è fisiologico, umano.

Eppure accade, con forme nuove, nuove vittime e sempre la stessa certezza, la sofferenza.

Qui siamo tutte vittime, ogni essere umano è stato deportato nel suo paese di origine o di appartenenza religiosa.

I cristiani sono stati uccisi o incarcerati in grande parte, perché non potevano circolare in altri paesi. Lo stato Vaticano ne può contenere pochissimi, sono rimasti solo i cardinali, il papa e qualche vescovo.

Gli ebrei stanno stipati dentro lo stato D’Israele.

Mentre i mussulmani stanno combattendo una guerra fratricida tra sunniti e sciiti.

Gli atei vivono chiusi dentro i loro stati senza poter mai uscire.

Nessuno credeva che sarebbe mai accaduto ma è accaduto e anche tutto abbastanza velocemente, nel giro di pochi anni ci siamo ritrovati dalla libertà di parola a dover parlare solo quando ci è concesso.

Dalla libertà sessuale a indecenti accoppiamenti tramite software avanzati, che decidono con chi dobbiamo sposarci in base al nostro reddito, salute e intelletto.

la gente si odia, ti ordinano di guardare con sospetto e di fare la spia se vedi qualcuno che infrange queste assurde leggi.

Prima ci hanno messo uno contro l’altro e poi ci hanno riempito la testa di paure assurde, come virus letali, bisognava alzare muri per difenderci da pochi bisognosi che cercavano di scappare dai loro paesi troppo sanguinari.

Gli scienziati che hanno cercato di opporsi sono stati rinchiusi in una località segreta sotto terra, chissà dove, a lavorare per i governi. Chiunque si oppone viene trattato con pasticche che ti fanno cambiare i pensieri e ti fanno pensare quello che per loro è più opportuno.

Nessuno credeva che sarebbe accaduto eppure è accaduto.

I gay non esistono più o almeno non si fanno riconoscere.

Gli scienziati del governo hanno dichiarato che è solo una perversione sessuale e quindi va punita con la castrazione per gli uomini e l’Infibulazione per le donne e poi vengono imprigionati e lasciati in isolamento a meditare, i loro figli affidati a case famiglia dove vengono riabilitati, i transgender sono stati uccisi.

L’immigrazione non esiste più,

non molto tempo fa guardavo il telegiornale, quando ancora esisteva e la notizia arrivò a squarciare il mio cuore

La “sea castel” l’ultima nave che ancora cercava di soccorrere esseri umani nel mediterraneo affondò con a bordo 12 migranti e 30 dell’equipaggio nell’indifferenza dell’Europa e del mondo. Era un mese che facevano richiesta di attracco a tutti l paesi che affacciavano sul mediterraneo ma già da tempo, nessuno voleva più accogliere e quella volta il mare decise per i governi e uccise quella povera gente.

Nello stesso momento in Messico davanti al muro che è stato costruito per dividerlo interamente dall’America un gruppo di persone per protesta si stavano suicidando, protestavano perché in Messico c’era la carestia la siccità e molto malattie, avevano dei cartelloni in mano con sopra scritto meglio morire per scelta che per fame e malattia.

Sono rabbrividita, quelle due notizie così terribili mi hanno fatto capire che oramai eravamo giunti alla deriva, infatti non mi ero sbagliata, poco dopo i governi di tutto il mondo imposero la registrazione digitale,

Tutti quanti per poter accedere a internet dovevano avere un identificativo digitale, in poche parole per accedere a internet devi scannerizzare la retina e accendere la localizzazione del dispositivo da cui fai l’accesso, si erano giustificati con l’autorità per la privacy, che era per la sicurezza, per catturare i terroristi che non erano più solo quelli di matrice islamica ma anche gruppi per la rivoluzione e resistenza contro i governi al potere, così facendo però, con il tempo accaddero degli episodi molto strani, quelli più attivisti Contro il governo, sui social o nei blog venivano rintracciati, picchiati e minacciati di morte in alcuni casi, in altri portati in questura e segnalati senza alcun motivo, tranne quello di esprimere la propria opinione.

Forse a quel tempo eravamo ancora in tempo o forse già eravamo inabissati, chissà, non lo sapremo mai, nessuno ha avuto il coraggio di reagire o erano tutti d’accordo, fatto sta, che l’indifferenza ha vinto e alla fine siamo diventati tutti clandestini in una terra che non ci appartiene più.

L’informazione non esiste più è tutto in mano al governo, solo qualche hacker oggi tanto riesce a far trapelare qualche notizia dal mondo. Io non lo so cosa succede in America o in Cina ma prego per loro.

Hanno detto che il male dei tempi era l’informazione, la chiamavano eversiva e deviante e a mano a mano è scomparsa.

E pensare che io credevo in un mondo che si sarebbe unito e accolto.

Per dividerci meglio ci hanno analizzato il dna è solo i più puri al ceppo di origine sono stati assegnati alle proprie nazioni, gli altri non sapendo dove collocarli li hanno mandati in Alaska ad estrarre il petrolio.

Nessuno credeva che sarebbe accaduto eppure è accaduto.

Spero in una invasione aliena che ci venga a salvare o che una meteorite gigante ci colpisca così da stravolgere tutto e ricominciare da capo.

Sogno di svegliarmi e scoprire che è tutto un incubo ma poi mi sveglio ed è reale così reale che sembra un incubo.

Nessuno credeva che sarebbe accaduto eppure è accaduto.

Fransisca Garofolo

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Di notte

Dormi stanotte

Non pensarmi

Fai sogni dove io non compaio

Fai incubi felici perché non ci sarò a renderli veri

Dormi stanotte non preoccuparti nel ricordarmi, sono stata un piccolo trattino sulla linea della tua vita

Non tormentarti per me che sono poca cosa

Quello che è stato è finito,

Tutto è cambiato anche la forma del cielo che ci faceva da tetto.

Dormi stanotte anche se il mio corpo non ti fa da cuscino, troverai in un’altra piuma il conforto che ti spetta, vedrai che sarà altrettanto morbida.

Dormi stanotte anche se da adesso non mi avrai più vicino

Compra un paio di coperte in più se avrai freddo

dormi tranquillo stanotte, quella che senti non è la pioggia ma il rumore delle lacrime che scendono

Dormi stanotte mentre io sarò sveglia e non dormirò più di notte,

Il giorno dormirò così non ti incontrerò, tu dormi di notte.

Fransisca Garofolo

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Amami

Amami nonostante questi tumultuosi incidenti

Amami quando arroto i denti

Amami anche per il mio passato che in piccole dosi torna presente

Amami continuamente.

Amami quando barcollo e dopo crollo

Amami nel freddo di queste giornate

Amami quando splende il sole

Amami senza indulgenza

Amami con la tua maestosa presenza.

Amami, presto! che non so dire altro.

Amami dall’alto del piedistallo in cui ti ho messo

Amami più di te stesso

Amami che il resto non conta,

Amami, non fare la conta dei giorni passati non sono più, ormai sono andati.

Amami anche con inganno è incoscienza

Preferisco il travaglio del tuo amore che vivere una nuova passione,

Amami come fanno i cavalieri della tavola rotonda

Amami anche se tutto non torna.

Amami inevitabilmente

Amami dentro questo piccolo conforto, che ti giri e mi vedi al tuo fianco, scalza, nuda e priva di fardelli

Amami dalla punta dei piedi ai capelli.

Amami nell’inconscio e incoscientemente

Amami ininterrottamente

Amami Giordano sei il mio fiume che scorre così lontano, che non ha mai fine.

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La mia contraddizione

Violento è il cammino di chi ha ambizione

Tutti ti amano quando sei a terra e rimangono con le mani legate.

Quando ti fai gigante, ti rinnegano

E ti tirano sassi

Perché?

Perché non si può semplicemente gioire della grandezza altrui, senza ambire ad altro

Non sarò di certo più basso se ti farai più alto,

Rimarrò comunque della mia statura.

Dimmi cosa ti sconvolgente dentro al pensiero che potresti essere secondo,

Sei millesimo in confronto al mondo

Ci sarà sempre qualcuno più grande più alto, più bello, bastati e chiediti perdono per aver preteso troppo, dalla tua normalità.

Questo è il senso che cerco, bastarmi essere in grado di essere,

malgrado la mia piccola statura,

senza tormentarmi e annaffiarmi di nozioni per poter crescere, capire, migliorare e farmi venire dubbi.

-Come posso bastarmi, non mi basto mai

Il dubbio è mio marito la notte si dorme insieme.

Non mi piace guardare dal basso verso l’alto

Amo guardare negli occhi e capire chi parla

Mi annegherò di nozioni e proverò costantemente a fare di meglio.

Grazie del consiglio,

preferisco una tempesta di sapere che arida appassire.

Non mi basto e miro in alto,

forse troppo,

non ho buona mira, l’arma è antica,

sbaglio il tempo, che tutto cambia.

L’acqua del sapere non ristagna è sorgente

Non mi basto per niente

neanche nel mio aspetto

mi guardo con sospetto      Poi

Riesco, mi vedo bella

quando mi sento bene.

Mai contenta, oscillo tra ambizione, voglia di sapere e volontà.

Fransisca Garofolo

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Tu di là io di qua

È notte, tu sei di là io di qua, come ci siamo ridotti così? non abbiamo più niente da dirci. Mi parli sempre delle piccolezze della vita, mi chiedi cosa devi fare, come lo devi fare, perché lo devi fare, mi sono stufata di essere il tuo navigatore, avrei bisogno di una guida. Eppure zoppicando andiamo avanti e cominciamo a guardarci indietro per vedere quello che abbiamo perso. Non cambierei niente, ma vorrei ricominciare tutto, non so come, ne quando ma questa idea si sta facendo sempre più ardente dentro di me. Cerco di reprimere la mia natura ma lei ruggisce e sbatte contra le sbarre della gabbia dove l’ho riposta. Ho bisogno di felicità, di allegria, di follia, di passione che adesso è gelida e scostante come la luna.

Siamo dentro uno spot pubblicitario ma non abbiamo più niente da vendere, cristallizzati dentro una promessa d’amore.

Sarà perché ti voglio ancora troppo bene per abbandonare la nostra storia, quanto può durare?

la nostra vita è intrecciata scioglierla è una questione complicata, dovremmo darci un taglio netto e invece continuiamo, non so per quale motivo è diventato un dispetto che ci facciamo e pure un tempo ci amavamo.

Tu, continui a dirmi che è così, che ci amiamo e siamo felici, che passerà ma qui non passa ed io sto sempre peggio, mi chiedo se non sto perdendo, il bello che potrei trovare in nuove emozioni che noi non ci riusciamo più a dare.

La notte, sento solo il tuo respiro pesante, queste sono le parole che mi riservi, non c’è dolcezza ne attenzione nei tuoi gesti, siamo diventati due coinquilini che ogni tanto si amano.

È assurdo quello che stiamo vivendo,

è tutto quello in cui non speravo.

Il mio karma deve essere veramente incazzato con me e continua a mandarmi prove che io non riesco a superare e lui si ritorce verso di me.

Non so con quali passi siamo arrivati qui, ma adesso che ci siamo arrivati possiamo solo fermarci e lasciarci la mano.

il nostro amore non era fuoco ma una bomba nucleare e adesso che è scoppiata fa troppo male, si lascia dietro conseguenze per le discendenze. Emaniamo radiazioni negative a causa delle nostre continue ripicche e ci diamo i due di picche.

Ci farebbe più male restare nella zona contaminata del nostro cuore, ormai esploso e impregnato di radiazione rancorosa.

Vorrei tornare su Marte con te ma anche l’ultimo lancio è fallito e noi abbiamo raschiato il fondo delle nostre speranze. Oggi è così, domani non lo so se sarò in grado di ricucire le piccolissime e stupide ferite che unendosi sono diventate emorragia che ha dissanguato il mio entusiasmo, per il nostro grande amore.

Vorrei esse ancora più dura con te e con la tua indifferenza verso le mie grida, mi sento come il quadro “skrik” urlo ma nessuno mi sente,

allora scrivo così leggendo capirai,

non capisci ed io non so, non so più che fare.

Se domani te ne andresti starei malissimo, l’ansia di starti lontano mi devasterebbe, mi tormenterei pensando di perderti,

tu non menti, tu m’ami, giuri m’abbandoni dentro questi silenzi di inutili parole.

Quando questa notte Finirà saremo ancora vicini ma irrimediabilmente lontani.

È successo tutto questo?

Siamo diventati tutto quello di cui ridevamo è proprio per questo che non ridiamo più.

la nostra vita travagliata è stata tanto amara con noi due,

dovevamo trasformare l’amarezza in dolcezza, non c’è dessert sulla tavola del nostro amore ma una amara fine. Ho paura di me e di come diventerò nei tuoi confronti, ho paura delle mie insensate scelte, sto cercando di diventare una persona moderata ma tu continui a farmi incazzare non capendo il perché,

mi basta guardarti,

non può continuare

continui a dirmi che sei felice e appagato

Io non ci credo, la vedo nei tuoi occhi e la sento nella voce l’indifferenza che provi.

Sei ad un passo da me e ti sento distante anni luce e tu neanche te ne accorgi, questo è il dramma che tu non ti accorgi di me e di quello che provo. Nessuno sa veramente quello che l’altro prova,

tu sei,

eri,

una parte di me.

Eravamo belli come Venezia al tramonto d’estate, romantici come i caminetti a Natale e ci amavamo in silenzio, adesso il silenzio non ci ama più.

Il Dio che eravamo si è fatto uomo e di questo uomo è rimasto solo un bambino

orfano di madre è con un padre che non sa cosa fare.

Abbiamo inclinato il nostro baricentro, qualcosa si è spento.

sei sempre malato è scontento e non mi racconti di te,

pochi frammenti di parole che ti escono dall’anima le lasci dentro il petto e chiudi tutte le porte.

Tra poco ti sveglierai e di queste parole resterà soltanto un ombra dentro la mia coscienza.

Per cuore e per ripicca non mi lasci andare.

Per ripicca e cuore mi convinco a restare.

Fransisca Garofolo

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Donna

Donna

angelo con la spada che difende un popolo che è stato sfamato a sangue e grazia.

Donna

Gentile o volgare, sempre pronta a consolare nel petto di madre

Donna

Picchiata, usata, maltrattata eppure votata al perdono a trovare l’amore in posti oscuri dove la luce non passa.

Donna

Sublime nelle tue armoniose e si fatte bellezze, duplice e pure sempre unica.

Donna

sono io e ti conosco bene

Condanna e benedizione da quando ho emesso il primo gemito.

Fransisca Garofolo

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Piccolo tutto è

Piccolo tutto è ogni volta che vedo te

Piccolo tutto è quando penso a te

Piccolo tutto è se non sto con te

Piccolo tutto è da quando ho te

Piccolo tutto è di fronte a te

Piccola io e tu così grande che in confronto a te piccolo tutto è.

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Forza

Ci vuole forza per alzare un peso,

Ci vuole forza per sopportare il peso di questa vita,

Ci vuole forza per dire che non è finita.

È la forza che mi fa rialzare da quel tappeto e combattere di nuovo per un abbraccio è per la promessa che ti ho fatto, è per tutto questo e altro che

ti do la mia forza,

tutta la mia forza.

E non voglio pace ne serenità

Non chiedo giustizia ne verità

Voglio la forza, per affrontare tutto questo.

Chiedo forza per dire che non è finita la partita che manca ancora qualche minuto, i supplementari e anche se sbaglierò l’ultimo rigore chiedo la forza per tirare il prossimo e non scappare.

E anche nell’amore non ci vuole solo cuore ma tanta forza,

nello stringerci le mani, aggrappati ad un burrone mentre tutto è franato, noi non ci lasciamo ma quanta fatica, sforzo e

la pazienza che è infinita.

È la forza di quello che abbiamo costruito bene che ci tiene ancora insieme, che ci fa bastare ancora un ti voglio bene.

Con quanta forza hanno provato a separarci, Con la stessa forza, si sono arresi i loro giudizi,

noi splendiamo li accechiamo e l’unica cosa che possono fare è parlare, perché non sanno più guardare. li accechiamo.

Penso alla forza che avrò quando sarò vecchio quando intorno a me cadono come soldatini pezzi del mio cuore ed io avrò cent’anni, vedrò morire i miei piccoli fratelli, quanta forza dovrò avere.

O pure morirò prima io e quanta forza dovranno avere i miei fratelli.

Anche in natura ci vuole la forza altrimenti la legge di vita ti fa morire, il leone è forte e vive.

Voglio la forza del leone che mi basta ruggire per mostrare la mia forza.

Non datemi bacini ne cioccolatini.

Devi avere la forza di entrare sotto pelle dove c’è la forza più grande quella che non si vede ma ruggisce come un feroce leone capo branco. Li potrai vedere la vera forza.

Fransisca Garofolo

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Sembro normale

Sarà che ormai riesco a mimetizzarmi bene

sembro normale

dentro urla la mia essenza

si ribella e lotta per prendere parte

al gioco ma è scalza e non fa rumore.

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Anna

Le crepe ben portate sul tuo volto ne fanno una maschera di verità.

Nei tuoi occhi vedo lo strazio di Medea, la tua bocca grida con voce di dolere o canta come un usignolo. sei e sarai l’imperatrice di questo rigoroso gioco che si chiama arte.

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Frase

Con le parole tutti soldati con i fatti tutti disertori.

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Tutto diventa nuovo(rap)

In questa decadenza generale potremmo essere una luce rinascimentale

Dovete iniziare a tremare questo è l’urlo che sale

Di una generazione che volete cancellare

E meno male che c’è ancora chi vi insulta

chi vi dice no!

se la morale non e giusta

Chi crede nel suo insignificante futuro e si fa il culo

prima con i nemici

poi con gli amici

E alla fine trovi

un lavoro che non ti si addice

ma sei felice

Poi arriva l’amore che ti sballa

che ti

Attanaglia

che basta solo che

ti guarda

e ti sentì buono

diventi pure cuoco

segui il suo profumo come un segugio

ti senti importante anche se non conti niente

ti viene la faccia da deficiente

diventi incoerente

un adolescente

incongruente con ciò che eri

ti basta guardarla per capire

Che sei arrivato al traguardo dove

{Tutto diventa nuovo

mi basta solo il suono

Delle tue tante parole

Anche di quelle che non sai pronunciare

Lasciati cullare spengiamo il cellulare

Tanto li dentro tutto è banale}

Non dirmi che mi vuoi lasciare

perché

anche quando litighiamo tutto è perfetto

Te l’ho sempre detto

Che mi piace quando strilli

come i grilli

ed io ti lascio grillare

tanto lo so che alla fine

mi vieni a baciare

E torniamo a litigare

Fatti scrutare

non mi basta

guardare

voglio esplorare

la tua rabbia

Sentì adesso pure il cane abbaia

mentre

fai ragliare il tuo rancore

Non c’è padrone

che ti possa legare al palo delle attese.

Non ho pretese

io schiavo di nessuno

Mi basta

guardarti

per ritrovarsi

e poi ancora

ci lasciamo andare

per poi ritornare

come le onde del mare

lo so è banale

Ma

non trovo le parole per spiegare questo movimento

che mi fai nascere dentro

{Tutto diventa nuovo

mi basta solo il suono

Delle tue tante parole

Anche di quelle

che

non sai pronunciare

Lasciati cullare

spengiamo il cellulare

Tanto li dentro

tutto è banale}

Nessuno ci deve cercare

dimmi che lo sai fare

Con le mani vienimi a cercare

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Calpestami

Calpestami pure, il mio stelo è abbastanza resistente per sopportarlo,

Il fiore non è stato mai bocciolo è nato schiuso, sembra fatto di carta ma è d’acciaio.

Calpestami, così puoi costatare la mia resistenza, potrai sentirti migliore, perché io resisto mentre tu muori, anche se non vieni calpestato.

Calpestami allora, fallo in fretta prima che mi possa fidare di te e così tornare ad essere di carta.

Non ho bisogno, anzi, non ho bisogni, ora che i petali  son d’acciaio, se tornano fragili sarò costretta a ricominciar da capo.

Calpestami se mi ami e salvami da te che sei ciò che mi trasforma in fiore reale e non costruito.

Abitudine mi consola è il nuovo che mi spaventa, che rinnego ormai da tempo.

Quindi, cosa aspetti! calpestami con tutto il peso della tua ingrata umanità, della tua sfacciata indifferenza, del tuo odio a metà, dei tuoi, si però. Deludimi.

Altrimenti non avrò scampo e dovrò fidarmi di te e della tua funambola consapevolezza di provare il sentimento bianco del bene.

Calpestami, che è cosa tua, la sai fare bene! Non perdere altro tempo a capire, cosa vuoi capire di me.

“Fiore, calpestato mille volte, grazie ad un’energia magica donatagli dalla luna, divenne più forte di Marte, i suoi petali come per incanto, un bel giorno d’aprile divennero d’argento, impassibili al dolor terreno”

Calpestami, non fare domande, non chiedermi chi sono, non essere indulgente, cosa te ne importa a te, sono una come tante che non ha niente di meno dal comune pensare e fisico aspetto.

Calpestami, mi sento più al sicuro in una guerra conosciuta che in una pace sconosciuta.

Fai quello che devi e lasciami d’acciaio, lo preferisco, non ti sto ingannando

Nel mio habitat mi trovo bene, non c’è rugiada che scende sul mio viso,  i palpiti non vanno più palpitando e nel pensare son sereno, così si è sereni, cosa credete che è gratis, il conto da pagare sono le emozioni, solo così si potrà essere sereni e infelici per sempre.

Non sono felice ma sono in serenità. Con la tua gentilezza vuoi turbare la mia serenità, non farlo.

Calpestami, non credere in me

non fa per te,

è troppo complicato il mio mondo incrociato che non ha senso,

se mi calpesti sarai onesto,

non ti giudico, non punterò il dito, sarai assolto perché non avrai ferito, ucciso, sarai l’ennesima confortante conferma.

Il tuo obbiettivo è più forte del mio dissenso.

Un petalo alla volta,

diventa di carta

e

confido in te.

Fransisca Garofolo

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Dolcetti di veleno (rap)

In questo ultimo anno sono maturato

per la prima volta ho capito dove sbagliavo

Comunque ci credevo anche se ancora non sapevo

Sarà che ho perso tutto,

pure il mio veleno

Ogni volta pronto a ripartire da l’ultimo gradino

Fin da bambino

Poi ho fatto casino

ho sempre detto

quello che penso e

non mi importa se adesso

ho il tuo disprezzo

come punizione continuerò a fare rumore

questa non è solo una canzone ma un grido di dolore

Se ti sputo in faccia tu

porgi l’altra guancia, così ti centro meglio

Non mi va di discutere e di litigare solo che la mia lingua ferma non sa stare

E ne ho dettati di concetti,

tutti inetti che non sanno più indagare mandano giù il boccone amaro dell’ignoranza, riempiono la loro panza, non c’è speranza!

E mi sale un terremoto

Dentro di me c’è fuoco

E tirò fuori lava

Qui non passa la befana

I miei dolcetti sono fatti di veleno

Non ti è rimasto neanche un velo

Per coprire quel rancore mentre io continuo a fare rumore

E poi all’improvviso sono cresciuto tutto è diventato meno chiaro ho cominciato a vivere di fottute sfumature mentre capivo che cambiavo, non me ne accorgevo

Da tutto a sempre meno,

è per questo che non credo a una parola data, per le giustificazioni d’azioni che mi fanno troppa rabbia mentre tiri fuori i denti ma sai soltanto abbaiare, sei la brutta copia del cane, non lo sai fare, non ti mettere con un lupo solitario potresti ritrovarti azzannato

E mi sale un terremoto

Dentro di me c’è fuoco

E tiro fuori lava

Qui non passa la befana

I miei dolcetti son fatti di veleno

Non ti è rimasto neanche un velo

Per coprire quel rancore mentre io continuo a fare rumore.

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L’odio

Cos’è l’odio?

L’odio è quella parte di te che non riesci ad accettare

L’odio è la rabbia di non arrivare

L’odio è ignorare

L’odio non è l’altra faccia dell’amore

L’odio è rancori e rimpianti

L’odio mostra i denti e mai il sorriso

L’odio è cattivo

L’odio ti porta a vomitare

L’odio non cambia ne si trasforma. lievita, si gonfia ma non cambia forma, non viene cotto e diventa pane, l’odio li rimane.

Mi dispiace, ma io non odio, mi costerebbe troppa fatica sprecata se proprio devo sprecare il mio tempo cercherò di capire questo odio così violento.

Oibo, o-dio, proprio l’odio dovevi crear.

Fine

Fransisca Garofolo

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L’alieno

Ero al secondo anno di specializzazione di medicina, avevo appena perso il mio primo paziente, andai fuori dall’ospedale per prendere una boccata d’aria, mi sedetti su una panchina in giardino, quando dal nulla compare, seduto al mio fianco un uomo minuto con degli occhi piccoli, che ipnotizzavano. L’uomo mi guardò e comincio a parlare

“devi sapere che non si muore veramente, il nostro corpo viene riprodotto grazie ad una stampante 3D sul nostro pianeta di origine. H13/11/17/77 che si trova in una galassia nana che grazie alle vostre tecnologie poco avanzate ancora non avete scoperto, mi fa strano chiamarvi voi perché alla fine siamo sempre noi. Cosa stavo dicendo?ah si ecco, la vita sulla terra è soltanto un viaggio nel passato per non dimenticare quello che eravamo e così aspirare a ciò che siamo diventati, è un esperimento sociologico. Milioni di anni fa abbiamo iniziato a fare degli esperimenti sul pianeta terra, abbiamo creato l’atmosfera ed abbiamo aspettato, poi la flora, la fauna, proprio come dice l’antico testamento e “poi il signore si riposò” aspettammo per secoli che la terra divenne abitabile , non avevamo fretta la nostra vita dura molto di più della vostra perché possiamo cambiare corpo, grazie alle stampanti 3D, al dna e speciali chip che reimpiantano la memoria e la personalità. Tra qualche anno anche voi riuscirete a farlo. Dopo la creazione del pianeta ci siamo dedicati  a modificare geneticamente il dna di alcuni nostri feti, così che potessero sopravvivere sul pianeta terra, il primo fu Adamo, l’esperimento andò benissimo e così dal suo dna generammo Chava, che voi chiamate Eva.

Ogni gruppo di scienziati sviluppo un etnia e colonizzammo il vostro/nostro nuovo pianeta. Ritornando alla morte, quando un essere umano muore gli  viene prelevato il dna e il suo cervello viene scannerizzato e da quello viene ricreata la memoria e la personalità, grazie ha una stampante 3d che riproduce il corpo con materiale organico e ossa, il  morto dopo pochi giorni rivivrà nel suo pianeta di origine.

Perché secondo te si devono aspettare 24 ore prima di potervi seppellire, per fare tutte le analisi necessarie per potervi ricreare su

H13/11/17/77 il nostro / vostro pianeta.”

Mi guarda mi guarda sorride e ricomincia a parlare

” sei confuso? Con il tempo capirai ho grandi progetti per te. voi dottori la sapete la verità, adesso la sai anche tu. ti senti meglio?

non turbare il tuo animo per la morte del tuo paziente tra poco rivivrà in un mondo migliore. La vita che conosci non è niente paragonata a quella che c’è dopo. Devi vedere come viviamo in armonia sul nostro pianeta neanche si lavora, le risorse si dividono equamente, si fa tanto sport , c’è anche tanta competizione ma non è mai estremizzata, non sfocia mai in violenza e soprattutto abbiamo una cosa che qui da voi scarseggia. La felicità, siamo tutti felici, curiamo le nostre passioni nel rispetto degli altri perché ci vogliamo bene e cerchiamo sempre il bene.  Sai forse abbiamo sbagliato a farvi sudare il pane e partorire con dolore, vi ha reso duri e violenti , non avete mai avuto il tempo per riflettere e pensare perché eravate costantemente impegnati a sopravvivere e questo ha rallentato la vostra evoluzione, i tempi sono quasi maturi ( mi stringe la mano ) Adesso ti devo salutare, il mio teletrasporto parte tra dieci minuti e prima vorrei prendere un caffè.”

Rimasi li, basito non dissi una parola. Mi girai ma quell’uomo era scomparso. Come faceva a sapere che avevo perso il mio paziente? e poi tutti quei discorsi strani, voi dottori la sapete la verità, ma quale verità?

Rientrai in ospedale e c’era il direttore ad aspettarmi all’entrata, mi disse:

“Hai conosciuto l’alieno?”

  

Fine

Fransisca Garofolo

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Parole

Parole, il mio unico talento.

Loro sono mie amiche, mi confortano ed io mi prendo cura di loro.

Giochiamo insieme ad immaginare a creare mondi e sentimenti di cui conosco solo le sfumature, mentre loro, le parole gli danno il giusto tono di colore.

Mi nutro di loro, a volte letteralmente perché per stare con loro dimenticato di mangiare, mi bastano. Il loro sapore è divino, mi inebrio e mi disseto dal loro succo.

Siamo complici e non importa se il mondo non ci capisce, ci capiranno, forse un giorno… per il momento noi andiamo per la nostra strada, che si era persa, ma ritrovata.

Vi usano, io vi accarezzo, vi coccolo.

il nostro rapporto è segreto, cabalistico.

Tra i meandri del mio inconscio scavate con la vostra improbabile applicazione e ne esce fuori il ritratto astratto di me.

Fine

Fransisca Garofolo

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La rabbia

La pace, cos’è la pace?

l’essere umano non conosce pace. è sempre vivo e pieno di morte il campo di battaglia.

È nel dna di alcuni affermare se stessi con la forza è la prevaricazione

Nel dna di altri invece c’è scritto la parola comprensione

In quelli come me, il dna è formato da tante tonalità di pensiero.

C’è stato un periodo in cui non ho creduto nella pace, la ritenevo una sciocchezza, un utopia, una parola con cui riempirsi la bocca per ricevere un elogio. Continuavo a ripetere

-non riesco a fare pace con me stessa figuriamoci con gli altri, gli altri non siamo noi, ognuno è quel che è, e di sicuro non è me, io sono io e loro non sanno chi sono, ed io non ho nessuna voglia di sapere chi sono loro.

Chi conosco da una vita riesce ancora a sorprendermi, non sempre in positivo, figuriamoci chi non conosco e che non è nemmeno della mia cultura.-

Così pensavo, perché mi faceva comodo. perché andava Contro.

la rabbia che provavo dentro di me la potevo reindirizzare verso di loro. Loro chi?

Tutti quelli che non erano arrabbiati come me, tutti quelli che sono felici, che vogliono la pace, che riflettono prima di parlare, Che hanno pazienza, ed era proprio la pazienza che io non avevo, la rabbia la sovrastava, diventava come un incontro di pugilato tra

pazienza peso piuma e

rabbia peso massimo dei massimi,

non c’era incontro.

Bastava un niente per accendere la mia cattiveria e i miei pensieri negativi. Le offese, il mio pane quotidiano e non avevo la minima pietà per i miei simili.

è più complicato essere cattivi che buoni, tutta quella rabbia ti consuma e ti lascia sterile di idee, orfano di vita e così stretto dalle braccia della solitudine che ti sembra di soffocare.

Ecco perché capisco queste persone e neanche le giudico.

Sono stata una di loro, per colpa della mia rabbia e anche loro lo sono per la stessa colpa.

Ognuno ha il suo “perché di rabbia”

Il mio “perché di rabbia”

non mi sentivo amata

anche se a loro modo mi amavano. questo l’ho capito dopo, quando sono cresciuta e tutto è diventato più difficile anche amare

In quel preciso momento però, non mi sentivo amata, nessuno mi voleva, effettivamente ero un peso, un problema da risolvere in mezzo a tanti, troppi problemi in confronto a pochi anni che avevate voi.

dei ragazzini che crescono una bambina. Ma in quel momento soffrivo e non capivo.

Mi davo colpe che non avevo e la rabbia cresceva sempre più vorace, si prendeva spazi sempre più ampi dentro di me e mi rendeva fredda e insensibile. La rabbia è cresciuta con me, non è stato per niente facile liberarmi di lei.

ci sono riuscita grazie ai miei figli, loro mi hanno fatto capire che non è giusto essere arrabbiati, mi hanno convertito alla pace, mi hanno spinto verso l’umanità, che ognuno di noi ha ma che la rabbia inganna, imbavaglia e lascia muta.

Adesso ho tutto da perdere a non essere felice, finalmente sul campo di battaglia ci sono solo macchie di sangue e fiori.

Essere felici è l’unico dovere dell’umanità, non è neanche un diritto ma un dovere di ogni individuo.

Trovate in voi, in qualcuno, in qualcosa la vostra felicità per sconfiggere “il perché di rabbia” che fa da schermo protettivo verso il mondo.

la gente non è fatta di spilli pronti a pungere se gli dai un abbraccio.

il male che vi faranno sarà quello che gli permetterete di farvi.

Mi dicono che sono troppo frivola per il peso del mio passato, gli rispondo che ho bisogno dì leggerezza, è innata in me e nessun destino potrà distruggerla.

Non mi piace l’accoglienza rabbiosa che i miei figli hanno da questo mondo in piena crisi di mezza età, non sa più in che direzione guardare.

Stiamo nel mezzo del cammin di nostra vita, non siamo messi tanto male in confronto al passato ma a quanti compromessi questo mondo è dovuto scendere per poter essere dov’è’.

tutta la polvere nascosta sotto il tappeto dell’indifferenza sta per tornare fuori, basterà un po’ di vento per creare una tempesta così grande da cambiare le sorti di molti, quando arriverà quel momento vorrei stare dalla parte della pace per poter dire sono stata dalla parte giusta, anche se non è quella più popolare.

La felicità è banale, un vaffanculo piace di più, lo so, è vero però, vaffanculo io tifo per la felicità.

La mia è una felicità arrabbiata, ho raggiunto il giusto compromesso. Sono buona, compassionevole, pacifista, felice.

Il seme della pace sboccia nel terreno della felicità.

Fine

Fransisca Garofolo

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Traccheggio

Traccheggio da troppo tempo è ora di fare delle scelte, anche se queste mi faranno tornare a vivere e a provare sentimenti tra cui la sofferenza, che questa vita terrena ti impone, come un biglietto da pagare per poter usufruire di questo spettacolo tragicomico che è la vita.

Il bilanciamento perfetto tra gioie e dolori.

Forse traccheggio ancora un po’ chi me lo fa fare e poi a quest’ora della notte non si prendono le scelte giuste o forse sì, chissà?

Dovrei provare ma prima mi bevo un bicchiere. Ci dovrebbe essere una bottiglia buona quelle del 2006 stasera mi voglio rovinare. Per fare una buona scelta ci vuole una buona annata, o forse è meglio un bel bicchiere di Coca-Cola ghiacciata con una bella fetta di limone o magari un buon chinotto, quello in bottiglia di vetro.

Che mi bevo? Coca-Cola, vino o chinotto…

Mi è passata la sete,  più tosto che scegliere mi lascio morire.

Ok dove eravamo rimasti… ah si le scelte

La prima scelta che devo prendere e se restare in questa casa o andare a vivere a Milano.

Vabbè magari iniziamo con qualcosa di più semplice.

Allora domani mi metto la giacca nera o quella blu?

forse quella rossa?

È difficile, è troppo difficile…

Resto a casa,  così non dovrò scegliere cosa mettere, dove andare, che fare,  con chi andare.  Troppe,  troppe scelte.

Resto qui tranquilla e mi metto a fare zapping sulla televisione.

Tra poco è ora di pranzo, ho una pizza surgelata dentro il congelatore,  mangerò quella. certo che anche la lasagna mica sarebbe male o l’insalata russa.

Che mi mangio?

Tutto è gustoso ed io non so scegliere.

Vabbè digiuno faccio prima.

Che stress la vita è piena, troppo piena di scelte, scelte. È tutto una scelta, una continua scelta.

Mentre io traccheggio ancora un po’ la vita fa la sua sfilata  ed io impassibile la guardo andare sul tappeto rosso delle possibilità.

Senza le mie scelte non potrò mai raggiungerla, lei va e sceglie per me.

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La frase sul muro (cicerone)

Un uomo passeggia per la strada alle tre di notte.

brillo e con una bottiglia di vino in mano,  si ferma davanti a un muro con una scritta sopra,  lo fissa per un po’ e poi inizia a parlare

Cicerone non credo che tu abbia ragione, non posso essere artefice del mio destino se un destino io non ho. e se è destino è destino e sono destinato ad  esserlo. direi più artefice delle mie possibilità tu intendi, nel senso che le posso fruttare al meglio, questo intendi per destino o il destino che mi porta sempre allo stesso posto nonostante le mie scelte giuste?

Cosa intendi quando citi il  destino che per te non esiste ma lo chiami per nome.

Questo che stiamo vivendo è destino ho la somma delle mie scelte?

Mica ho scelto di essere nato io, sono venuto al mondo e basta.

che grandi scelte ho? Se quella fondamentale è dettata da un destino, che per te non esiste.

cicerone! Le mie scelte non servono a nulla perché ho poco potere, tu ne avevi? Non ricordo?

Ah si, eri una delle figure più rilevanti dell’antica Roma, scrittore, filosofo…

Tu si che avevi potere e potevi essere artefice del tuo destino.

Ma guardami a me un povero disoccupato, con due figli, pagavo 800 euro di affitto al mese, ne guadagnavo mille. Non ho mai avuto diritto a scegliere io.

sai cicero’ scusa la confidenza ma ormai per me sei un amico, te e il vino mi siete rimasti.

Mia moglie se n’è andata

Ha fatto bene! almeno dalla madre un tetto per le bambine e per lei c’è l’ha.

Io invece dormo sotto le stelle…

Che ne sai te di dormirei sotto le stelle,  tu vivevi dentro palazzi, eri padrone del tuo destino!… 

( beve un altro goccio di vino)

E mo non c’è stai più e io, che non so padrone di niente, sono vivo, questo è il destino io stasera dovevo leggere su questo muro la tua frase

“Ognuno è artefice del proprio destino” cicerone.

Hai capito? Hai capito e alla fine non hai capito niente.

Brindo alla tua cicero’ e alla stronzata che hai detto e che riecheggia nel l’eternità.

Con tutto rispetto, mi faccio l’ultimo goccetto e me ne vo.

Fine

Fransisca Garofolo

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Il mio amor lontano

Il nostro amore è rinchiuso dentro una clessidra dove il tempo non scorre ma gira.

Tutto il tempo perduto lo abbiamo perso insieme,

sei sempre stato qui costantemente anche se non c’eri.

quanta confusione nella mia piccola testa con poca intelligenza, tanto cuore e dentro di me la coscienza che nessuno mi potrà amare come sono in grado di amare io, è una triste scoperta e rimango scoperta dalle lenzuola delle illusioni.

Il mio amore è sconfinato non ha la forma del cuore, non è rosso e non fa rumore, resta fermo ad aspettare, ha tanta pazienza ecco perché spesso mi gira la testa.

Ritornando al concetto principale spero di vederti, almeno al mio funerale sai che bello che sarebbe scoprire i tuoi pensieri mentre mi guardi inerme, così almeno non sarei costretta a rispondere a inutili domande, potrei semplicemente guardarti addolorato, come il dolore che provo adesso per te e non ho neanche una bara su cui piangere,  non ho niente di te, tranne il tuo ricordo sfocato e una certezza seccante, ancora ti penso costantemente.

Che tormento che provo, eppure ancora vivo, ma come? Aspettando notizie che non arriveranno mai. Tu lontano disperso in un mondo troppo vasto, mi devasto a starti lontano, le bombe che sentì sono le mie lacrime che esplodono di dolore. Quanto mi manchi tormentato amore che mi inganni ancora, il tuo ritorno è diventato allucinazione. Ancora tremano i pensieri e il senso di vuoto dentro lo stomaco è diventato cronico, non ho bisogno di medicine ho bisogno della tua carne, del tuo ingegno, del tuo stupido sorriso. Tu combatti per cosa? dovresti combattere per me, per riavermi per essere felici, l’amore non trionfa l’amore aspetta, quanto ancora sarò in grado di sopportare la tua assenza. Un ideale cos’è in confronto a quello che io provo per te, potrei ingannare, distruggere, creare, rubare solo per vederti un ora e tu ingrato combatti la tua guerra lontana. Vorrei essere il tuo nemico così potrei ucciderti e sdraiarmi vicino a te. La tua lontananza sta diventando la mia follia, anche io sono al fronte e combatto con me stessa tutti i giorni per scacciare la dolce luce del tuo pensiero che mi attraversa. Sarà meglio per me che mi scordi di te come tu ormai avrai fatto con me, vorrei cavarmi gli occhi come Edipo per il disprezzo che provo per me stessa che resto qui stesa su questa barella che ora è diventato il mio corpo, aspettando un fantasma. Il mio sangue è di ghiaccio se non penso a te, inutile ologramma che continua ad essere proiettato nella mia mente. Mia madre dice che devo prendere marito ed io mi sento una vedova. Il nostro amore non voluto da molti è stato ostacolato anche da questa maledetta guerra che ci divide con muri di filo spinato e ci tiene separati grazie a cannoni e mitra. Sarebbe meglio morire affogata dalla polvere delle macerie del tetto della mia casa, piuttosto che invecchiare senza di te ed essere sposa di qualcuno che non sia tu.

Perché non mi hai portato con te, hai separato irrimediabilmente le tue mani dalle mie. ed adesso qui mi vogliono con la ghirlanda e l’abito bianco, l’unica tunica che vestirò sarà nero lutto senza di te. Ritorna prima che perda il senno e mi uccida brutalmente. Le tue parole amore mio hanno catturato la mia esistenza che è inutile senza di te, tu parli di speranza per un popolo ormai spopolato, lotti con la spada e con la penna la tua battaglia di libertà, io rinchiusa in una cella di speranza ti devo dividere con il resto del popolo, che odio perché ti ha portato via da me. Domani potrebbe arrivare la mia ora, ormai qui è diventato più facile morire che vivere , il rumore delle bombe in questo momento è diventato il sottofondo della mia vita insieme al dolore che sento perché non posso toccarti, baciare la tua bocca, curare le tue ferite che sanguinano e che parlano. Ti amo troppo e se non te lo dico tra poco il mio cuore esploderà, come le bombe qui fuori, sei i battiti che si sono fermati quando te ne sei andato, ridammi i miei battiti. Torna da me.  Maledetto amore condanna da un incantesimo di una malvagia e potente strega chiamata guerra. Ricordo i baci in silenzio, nascosti dietro l’ombra della casa con il caldo secco che scaldava dolcemente il nostro gemito d’amore, tu e la tua presenza imponente che non rispecchia la tua anima che è leggera, mi accoglievate tra le tue braccia che mi avvolgevano completamente ed io mi sentivo completamente protetta, ridammi le tue braccia, staccatele è spediscimele qui ne ho bisogno amore mio. Non c’è più protezione per me, mi sento continuamente esposta al pericolo, l’unica mia preoccupazione è che possa perderti senza poterti di nuovo stringere a me. Perché ti ho conosciuto amore disgraziato che ormai per me sei solo tormento e ossessione, vorrei perdere la memoria per potermi dimenticare di te e ricominciare a vivere. Mio cugino che è tornato dal fronte mi ha detto che li  non ti ha visto, dove sei disgraziato ? Giochi con i miei sentimenti senza che io possa difendermi, tanto sono assoggettata al tuo amore, potevi combattere qui, vicino a me, al mio fianco, potevi proteggere me. Chi è più importante di me, per me sei tu più importante di me, ma io non lo sono per te hai preferito andare a proteggere qualche tribù al nord e magari ti sei pure innamorato di qualche donna di la giù, ti ricorderai solo il mio nome. Io ricordo tutto di te ogni dettaglio della tua pelle ogni piccola cicatrice, i tuoi capelli, le tue grandi mani su i miei piccoli seni, i tuoi occhi che mi fissavano e scrutavano ogni parte di me. Sei semplice e le cose semplici sono le  migliori, ma sei riuscito a complicare la mia vita senza scampo. Voglio ritrovarmi sotto quel albero con te a guardare le nuvole e con loro costruire la nostra casa, sognare una vita migliore, potevamo scappare ed emigrare per cercare qualcosa di meglio di macerie e morte ma tu hai preferito combattere e adesso sei chissà dove, spero in terra. buonanotte amore mio

Ha vinto lei sul nostro amore , la signora guerra, ieri mi hanno portato quel che resta della tua salma. Tu non ci sei più, io neanche …

                             Fine

Fransisca Garofolo

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Dignità

L’anima che mi porto dentro non pesa pochi grammi è pesante, piena com’è di tutto quello che ho raccolto nel terreno della vita, spesso è stata arida e incostante ma quando è stata fertile ha saputo donarmi tanti frutti succosi, dolci e colorati. Un po’ di questo nutrimento di vita l’ho messo da parte per gli anni sabbatici in cui sarò costretta a fermarmi.

Sono qui…

Una Montagna di libri accatastati dentro questa camera vuota mi parlano della mia amata e odiata adolescenza, dove tutto era nuovo solo per un giorno. La voglia di sapere, la bocca sempre asciutta anche se veniva rabboccata continuamente. L’incoscienza dell’adolescenza mi ha portato fino qui, soltanto con delle parole, un pc e le mie mani ho costruito e distrutto vite intere. Non mi parlate di morale, di dignità! Chi siete voi per giudicare la mia personale visione della dignità, perché la mia deve essere più bassa della vostra, chi l’ha deciso? Io sono quella che ho deciso di essere e non quello che gli altri vogliono che io sia. Io ce l’ho, la mia dignità, con me stessa sto bene. solo che a voi la mia dignità non basta ne volete di più, credete di valere di più, di meritare di più, aspirare ad essere sempre più dignitosi, tutte stronzate! Nasciamo nudi e veniamo al mondo urlando e piangendo, questa è la nostra dignità. nel corso della vita non hai sempre lo stesso livello di dignità, devi adattarti a quello che ti capita lungo il percorso, ed io mi sono adattata come potevo, lasciando sempre inalterata la mia visione di dignità. Non bisogna avere forza,etica, morale per essere dignitosi bisogna essere liberi e istruiti.

quali sono le parole che formano la tua dignità?

Ogni persona ha le sue parole per definire la propria dignità e nessuno può permettersi di giudicarla per questo. Ad ognuno sia concessa la propria visione di dignità-e che diamine- avrò diritto a decidere per me stessa o devo chiedere il permesso.

Fransisca Garofolo

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